le storie

Il Concilio di Trento…

 

Inaugurato a Trento nel 1545 da Paolo III (il papa Piccolomini che morì due mesi dopo la sua apertura…), e sospeso nel settembre 1549 per il pericolo incombente di uno scisma, il concilio tridentino fu riaperto da papa Giulio III (Giovanni Maria del Monte) il primo maggio del 1551. Nonostante l’opposizione dei cardinali francesi, con esso si avviò la contro-riforma definendo il dogma della presenza reale e carnale di Gesù nell’eucaristia e l’obbligo, dopo quindici secoli di cristianità, della confessione privata intesa a rafforzare il senso di colpa e la paura dell’inferno nei fedeli. Per alcuni teologi, questo concilio ha segnato la fine del medioevo ecclesiastico per cominciare a balbettare la lingua della modernità…

A me pare, invece, che le sue scelte abbiano tolto la poca luce che illuminava la breve strada fino allora fatta e il buio che investiva quella che restava da fare. Su quel concilio si fonda ancora, infatti, gran parte della “teologia retributiva” inculcata nel passato.

Dirò, quindi, solo del meno positivo che vi ho colto, pur sapendo della diffusa corruzione che lo rese necessario…

La pubblica confessione di Adriano VI (l’olandese di origini modeste Adriaan Florenszoon, 1522-1523, ultimo papa non italiano, prima di Wojtyla…) di fronte all’incalzare di Martin Luthero, ne è la prova. Con quell’atto, infatti, conquistò alla causa dell’unità Erasmo da Rotterdam (1466 Basilea-1536), l’umanista, anche lui olandese, per il quale la chiesa era corrotta dai peccati dei sacerdoti usciti dalla retta via. Aveva denunciato, infatti, che: “nella Santa Sede venivano commessi abomini, traffico di cose sacre, trasgressione di comandamenti in misura tale da essere di scandalo, con prelati ed ecclesiastici sviati dalla via della giustizia”…

 

E’ indubbio, quindi, che ci fosse bisogno di conversione. Nel concilio, però, non albergherà l’autocritica. Le sue decisioni imporranno solo ordine e disciplina all’esistente. Riaffermerà e soggiogherà, da allora, non solo il corpo delle vittime della purezza cattolica…, ma anche la loro anima, come avverrà nei trent’anni di delazioni borromeane. Un’arroganza religiosa, prova incontestabile anche dell’avversità cattolica alle credenze, ai valori e alla profondità teologica del sapere indigeno conosciuto, in quel tempo, con la colonizzazione dell’America Latina, giustificata dal dubbio che gli indios non avessero l’anima…

Per il colmo dell’ipocrisia ecclesiale del tempo, il genocidio ebbe il pretesto che alcune tribù indigene fossero cannibali. Jean de Léry (1536-1613, pastore scrittore nato in Francia), in “Historie d’un voyage fait en la terra du Brasil” (…pubblicato trent’anni dopo quel concilio), scriverà infatti che, già nel giorno di San Bartolomeo del 1572, fra i cattolici v’erano state scene di cannibalismo di molto peggiori di quelle degli indios brasiliani… Alle aste di Lione e di Auxerre, ad esempio, si erano visti pezzi di carne di donne, bambini e uomini barbaramente uccisi, compresi cuore e fegato arrostiti alla brace.

Lo scrive FREI BETTO ricordando anche il sostegno, delle curie romane, nei massacri dei secoli successivi, e fi n anche nei tempi moderni… Africa e America Latina ne sono testimoni, ma anche l’Europa: “E’ stato nella Germania di Kant, di Beethoven e di Einstein – infatti, egli dice – che Hitler trovò il brodo di cultura sfociato nelle atrocità del nazismo. Il Portogallo ha avuto Salazar, l’Italia Mussolini, la Spagna Franco: tutti loro, con la benedizione complice della chiesa cattolica…”. (Frei Betto, “Gli dei non hanno salvato l’America” Sperling&Kupfer Editori MI/2003). Impossibile negarlo!

Il concilio tridentino fu imposto dall’imperatore Carlo V, esasperato dalle diffuse corruzioni, dall’ignoranza dei preti in materia teologica (… molti erano analfabeti) e dalle beghe di Alessandro Farnese (Paolo III) che dava titoli, benefici economici e prestigio sociale a famiglie romane influenti, per denaro… E’ invece il concilio reclamato, oggi, dalle stesse frange cattoliche più integraliste. Ribadì la tradizione, infatti, e non tenne in alcun conto gli errori passati di vescovi, teologi e prelati. Confermerà: il credo di Nicea, la dottrina del peccato originale e del battesimo ai bambini appena nati, il compromesso tra grazia, fede e opere, il valore dei sacramenti, la liceità delle indulgenze, la venerazione di santi, martiri, immagini e reliquie, e il celibato dei preti. Scelte che, ancor oggi, dividono i cristiani. Per garantire l’efficacia delle sue decisioni, inoltre, istituirà il Santo Uffizio con cui riprenderanno le peggiori crudeltà; deciderà l’indice dei libri proibiti e distruggerà tali quantità di opere che, si disse: “se si fossero bruciate in una sola catasta, sarebbero state un incendio pari a quello di Troia”. Imporrà, anche: l’insegnamento della religione nelle scuole, la creazione dei seminari e l’approvazione di nuovi ordini religiosi, tra cui i gesuiti, milizia pronta: “fino a spogliarsi della propria volontà”, (… lo scrisse Ignazio di Loyola).

In ogni caso, il potere papale aumenterà e la corte sarà più colta e fedele. Uno storico del tempo disse che: “La linea seguita dal Concilio di Trento, protrattosi per ben diciotto anni con varie interruzioni, fu un’aperta reazione alla Riforma protestante, senza nulla recepire delle critiche mosse, ma ribadendo tutte le posizioni di arretratezza che erano state il motivo della protesta e riconfermando l’infallibilità di un sistema che era la causa del suo fallimento reale.” (“Istoria del Concilio Tridentino” 1618 / del padre servita Paolo Sarpi).

Da allora, comunque, il clero cattolico avrà costumi migliori, ma nella chiesa sarà sconfitto il cambiamento atteso da quattro secoli. Renderà i preti forse un po’ meno “peccatori”, ma con una sottomissione che non lascierà spazio alla profezia e condizionerà il loro servizio ai poveri. La Compagnia di Gesù, addirittura, verrà imposta dai predicatori con l’imperativo a che: “… ciascuno persuada se stesso che, vivendo sotto l’obbedienza, deve lasciarsi reggere e condurre dalla Divina Provvidenza per mezzo dei Superiori, così come se fosse un corpo morto che si lascia portare in qualsiasi direzione e si lascia trattare in qualunque modo…”.

BLO 191214-662

 

Conseguenze: … DA GIOACCHINO DA FIORE, AD ERASMO DA ROTTERDAM…

Il magistero cattolico si compiace ancor oggi di quel concilio. L’infallibilità decisa da Pio IX (al Vaticano I) ne è stata la prima prova. Considerato necessario per quel tempo contro il malaffare, la corruzione e i postriboli insinuati nella santa sede, ritengo deprecabile, però, che gli stessi intrighi, liti e giochi di potere passino inosservati, o nascosti… anche al giorno d’oggi. Che non esista autocritica sulla gestione, spesso corrotta, concussa e spregiudicata, delle finanze vaticane e dell’obolo di san Pietro, all’ombra dell’Opus Dei, né sui contrasti fra Segreteria di Stato e CEI; … né sul riciclaggio di denaro sporco, sui privilegi, i rapporti segreti fra politica e chiesa, tra mafia, società ombra, pedofilia e crollo di banche: (dai documenti originali vaticani, scambiati fra Santa Sede, Segreteria di Stato, Jor e movimenti oltranzisti e fascisti, pubblicati in: “VATICANO SPA” di Gianluigi Nuzzi; “VIA COL VENTO IN VATICANO” de i Millenari; “LA SANTA CASTA DELLA CHIESA” di Claudio Rendina e “OPUS DEI SEGRETA” di Ferruccio Pinotti, ne sono la dimostrazione più evidente). Il concilio tridentino sconfisse anche la profezia di Gioacchino da Fiòre, il monaco cistercense del XII secolo che predicava l’avvento di una nuova storia: dopo l’antica età del Padre e quella del Figlio dell’éra cristiana, egli profetò l’età dello Spirito (o terza éra) che, alla chiesa temporale, avrebbe sostituito una Chiesa Spirituale fondata sulla carità, la libertà e la pace, iniziando finalmente l’epoca del “vangelo imperituro”. Nonostante l’importanza da lui esercitata sulla spiritualità medioevale e sui movimenti connessi (e che vi saranno già dal tempo di Girolamo Savonarola, fino a Martin Luthero e Giordano Bruno e oltre), la sua speranza sarà gettata nel dimenticatoio, determinando la sconfitta storica di tutti i cristiani d’Europa che si aspettavano – e si aspettano ancor oggi – la riconciliazione con la Riforma protestante. Le conclusioni tridentine furono, quindi, contro le attese dei profeti del suo tempo, tra cui anche quella di Erasmo da Ròtterdam già citata e che Adriano VI aveva conquistato alla causa dell’unità dei cristiani, … molto seguìto per la tolleranza che predicava, ma avversato proprio perché lottava contro l’immoralità del clero romano e per una religione non dogmatica, che fosse preoccupata delle ragioni della vita più che dei codici canonici tridentini.

Fu un sinodo papale,… UNO SPETTACOLO DI ONNIPOTENZA:

Quello di Trento fu un “sinodo papale” (come quelli medioevali), che deluse le attese del tempo. Le proposte in discussione furono quelle dei pochi prelati romani e spagnoli. Gli altri padri potevano solo ascoltare. La cronaca del tempo dice che, le decisioni, furono prese dai tre papi susseguitesi e dalle loro curie, con l’unico intento di riaffermare la dottrina cattolica secondo le intenzioni di Carlo V, l’imperatore romano. Per garantire la soggezione dei padri, infatti, tutte le sue delibere furono sottoscritte con minaccia di scomunica. Di quel concilio, in un libro regalatomi da don Paolo Michelini ho letto anche che: “Doppo, dai cardinali Legati e Presidenti fù commandato sotto pena di Scommunica, a tutti i Fratelli, che prima di partir da Trento si sottoscrivessero di mano propria à i Decreti del Concilio, è per publico Instromento li approvassero. Così tutti li sottoscrissero; e furono in numero 255” (D. Michel’Angelo Mariani: “Trento, il Sacro Concilio et altri notabili”, 1571).

Ritengo sia stato un concilio, quindi, che ha “venduto” come “volontà di Dio” le opinioni di una ristretta gerarchia tronfia di superiorità e di privilegi. Con la pretesa di salvare se stessa, dando compiutezza a tutto ciò che la adeguasse ai poteri imperiali e respingendo qualsiasi dialogo con la Riforma lutherana. Determinò, inoltre, l’irreversibile sconfitta delle antiche civiltà indigene e dei ceti più miseri dell’umanità. Le uniche risposte per loro arriveranno, infatti, oltre due secoli dopo, non dal papa di Roma, ma contro di lui: con l’illuminismo, la rivoluzione francese e la Carta dei diritti umani. Nel suo libro, Vito Mancuso dice che, con il concilio tridentino: “… si è venuta a configurare una religione che ha il suo baricentro nella forza e non nella pace, nell’autorità e non nella ragione, nell’obbedienza e non nella libertà, nella dottrina e non nella verità. Una religione all’insegna della rigidità dogmatica e del potere, e non del dinamismo della rivelazione biblica e della libertà. Una religione in cui non si sà quanto Gesù si riconoscerebbe”. (Vito Mancuso“Obbedienza e libertà, …” Fazi Editore – aprile 2012)

Le divisioni di oggi, … TRA ANTIMODERNISMO E ANTICOMUNISMO:

La gerarchia cattolica è ancora divisa fra chi crede nel Dio che stà nell’alto dei cieli, e chi nel Dio incarnato nella realtà umana. Le frange più tradizionaliste danno per scontato che il cattolicesimo non potrà mai garantirsi il suo futuro se non conservando il potere gerarchico, i dogmi, l’infallibilità papale e i privilegi conquistati nella società. La chiesa della “sinistra di Dio” (del vescovo Luigi Bettazzi…), invece, rifacendosi al Concilio Vaticano II, chiede la mobilitazione dei laici, la ragione, la conoscenza e i diritti alla libertà, alla dignità, all’uguaglianza e alla fraternità umana. Nostro malgrado, quindi, il concilio tridentino è ancor oggi l’ostacolo principale al cambiamento previsto dall’ultimo Concilio, oramai gettato nel dimenticatoio delle sole buone intenzioni…: un errore imputabile ad una gerarchia stolta, sciocca e ottusa che non vuol critiche su quel che fa e dice. All’insipienza, quindi, di “… una chiesa monarchica che non riconosce i suoi smarrimenti, … che non ha coscienza di essersi perduta nei giochi del potere mondano, … che da al mondo uno spettacolo di onnipotenza allontanandosi da Gesù e da Dio” (Franco Barbero, “Il dono dello smarrimento” 2000).

Ancora oggi, a causa della teologia tridentina, c’è chi accetta come volontà di Dio le disuguaglianze, e chi, invece, distingue le ragioni economiche, spesso eccessive o corruttive, gli abusi delle ricchezze e l’ostentazione di paramenti sacri preziosi a danno dei poveri…, da quelle della religione, auspicando la condivisione dei beni, l’equità nella distribuzione delle risorse, l’assunzione delle responsabilità pastorali nell’evangelizzazione dei laici e il depotenziamento del ruolo papale.

Chi cerca un pluralismo religioso che dia priorità alla pace e ai diritti umani garantiti dai patti internazionali, e chi sostiene i movimenti integralisti cattolici secondo cui “le persone appartengono a Dio” e devono, pertanto, identificare la loro fede con l’ubbidienza al papa, come, quasi tre secoli prima del concilio tridentino, aveva dogmatizzato papa Caetani (Bonifacio VIII). Un obbligo che presuppone l’identificazione della volontà del papa con quella di un Dio che, per chi vive nei luoghi dei poveri “appartiene alle persone…”, e non alla chiesa di Roma. L’alleanza con i poveri, infatti, presuppone non l’ubbidienza al papa, ma la fede nella fratellanza, nel senso di giustizia, di pace e di armonia del creato, scoprendo nella gente comune, e non nel papa, la Sua ragione. Un umanesimo in cui l’Assoluto torna nel cuore delle persone, invece che nei rituali religiosi o nel papa, e dove il credente laico, da uditore diventa parlante.

La storia delle divisioni create dai papi dopo il concilio tridentino è lunga. Proverò a farne una breve anamnesi. Con l’enciclica Mirari vos nel 1832, papa Gregorio XVI definì modernismo e comunismo “congiura dei malvagi”, facendo nascere, così, l’antimodernismo e l’anticomunismo. Li proclamerà contro la società industriale nata con la rivoluzione francese ritenendo di doverla “reprimere con il bastone”. Già l’aveva condannata Pio IX con il Sillabo parlando di “…progressiva corruzione dell’uomo provocata dalla negazione del principio di autorità del papa”. Con la Quoad Apostolici Muneris, dopo di lui, anche Leone XIII lancerà un’invettiva contro le classi popolari e il socialismo…, e Pio X (con l’enciclica “Sodalitium Pianum”), contro le classi operaie organizzerà una rete di spionaggio…, imponendo che: “Chiunque fosse infetto da modernismo, venisse allontanato senza riguardi così di leggere così di insegnare. – e che – Parimenti si facesse con chiunque favorisse il modernismo e similmente con chi, in materia storica, archeologica e biblica, si mostrasse amante di novità” (lo fece con la Pascendi del settembre 1907). Il modernismo sarà poi, per lui: “la sintesi di tutte le eresie”, e obbligherà tutto il clero al “giuramento antimodernista” (…anche Angelo Roncalli…). Chi non giurava, veniva scomunicato.

BLO 191214-1-662

 

Cinquant’anni dopo, papa Giovanni dirà che “la chiesa deve tornare ad essere di tutti e particolarmente dei poveri”. E lo dirà, “nonostante si sentisse – egli stesso – inghiottito nella tela del ragno della curia romana, quasi come un burattino nelle mani dell’onnipotenza”. Lo ricorda il suo segretario mons. Loris Capovilla… Suo malgrado, però, la curia giovannea emarginerà uomini come JAQUES MARITAIN, TEILHARD DE CHARDIN e altri… Anche Angelo Roncalli (già Patriarca di Venezia) sarà richiamato da Pio XII…: per essersi preso l’arbìtrio di augurare buon lavoro al congresso operaio socialista… Per suo ordine, comunque, quel dossier non verrà distrutto con la motivazione che: “… certe sofferenze devono essere risparmiate ai servitori della Chiesa ed è giusto che vengano ricordate affinché questi errori non si ripetano” (… da un testo di mons. Loris Capovilla). Una speranza che resterà delusa per lo scarso interesse al sangue versato dagli operai, nelle società capitaliste nascenti e in quelle del comunismo necessario (la definizione è di papa Woytjla…) del mondo orientale. Al di là di qualche scontata dichiarazione, comunque, le lotte del mondo operaio non hanno goduto mai, nella chiesa cattolica, della solidarietà di cui avevano bisogno. Da quel tempo, l’anticomunismo cattolico, non curante degli operai sfruttati come schiavi, non risparmierà nessuno, come scrisse don Enzo Mazzi, il fondatore dell’Isolotto di Firenze, dicendo che vedeva: “… un unico filo rosso, il colore del fuoco e del sangue, legare fra loro inscindibilmente in un medesimo grande processo storico gli eventi di presa di coscienza di questo ultimo mezzo secolo. Allo stesso modo, un unico filo nero, il colore del patto tenebroso del potere con la morte, lega gli eventi di repressione contro il grido di riscatto storico del sangue di Abele… L’anticomunismo è stata la maschera; strumenti sono stati il golpismo, la violenza stragista, la repressione istituzionale dei movimenti di socialità dal basso.” (“La forza dell’esodo”: Enzo Mazzi / Manifestolibri Roma, marzo 2001).

La curia romana, e la CEI ruiniana e dei suoi tempi…, spinte dai movimenti più bigotti nella difesa più del potere che dell’etica cristiana, è stata attiva in campagne anti-comuniste in ogni parte del mondo, complici verosimilmente, quindi, nelle stragi fasciste degli anni 60/80 in Italia, dei golpe di Cile, Argentina, Salvador e Perù e dell’eliminazione di chiunque si opponesse ai dittatori fascisti, compresi molti preti, vescovi, teologi e missionari scomodi, contraddicendo la scelta preferenziale dei poveri auspicata a suo tempo dalla CEI, e anche dall’autocritica che papa Woytjla fece nel 1991. Questo dopo che, perfino il politico più consumato e “fedele” alla chiesa, Giulio Andreotti, ammise ufficialmente un giorno che, “l’obiettivo da colpire con quelle stragi fasciste…, fosse stata la presa di coscienza, il protagonismo popolare e l’emersione dei problemi sociali” dell’Occidente umano.

Oggi, finalmente, papa Francesco ha reso orizzontale la Chiesa, come umanità da incontrare, creando ponti e non alimentando le divisioni.

Rivolgendosi ad Essa e a se stesso come Popolo di Dio santo e peccatore, attraversato da una larga domanda di fede. Non sembra indulgente, invece, verso ogni forma di clericalismo e verso i limiti del passato religioso cattolico e delle sue curie.

 

BLO 191214-2-662

0 lettori hanno messo "mi piace"
Print Friendly, PDF & Email
Share:

35 comments

  1. Osita 29 ottobre, 2015 at 12:52

    a partire dal XV secolo erano scaturite da diverse correnti del cattolicesimo esigenze di riforma della Chiesa ed erano state esercitate critiche corrosive indirizzate alle più alte cariche della gerarchia ecclesiastica ,soprattutto a causa dello scandalo rappresentato dal Grande scisma e dagli abusi che costellavano la vita della Chiesa .Così il frate domenicano Girolamo Savonarola condannò severamente gli atteggiamenti mondani di papa Alessandro VI,; tentò di escogitare alternative, alle sterili speculazioni della teologia accademica.il cosiddetto “movimento degli osservanti “,nato in seno agli ordini mendicanti,ma questi tentativi rimasero frammentari
    e tutto il XVI secolo è stato segnato dai contrasti religiosi sorti a seguito della Riforma protestante avviata nel 1517 da Martin Lutero ,il quale sostenne le stesse critiche alla gerarchia ecclesiastica .In gioco non ci fu soltanto un contrasto ideologico,ma uno scontro di potere che determinò un clima di guerra combattuta con le armi dell’inquisizione ,dello spionaggio e della caccia alle streghe .Alla fine,come il solito,ci sono andate di mezzo soprattutto le donne e bastava dire una parola di troppo o avere problemi psichiatrici per essere ritenute in diretto contatto con Satana,essere torturate finché quelle povere donne,sfinite dalla tortura,non gridavano che si,erano in rapporto con Satana.Così venivano messe al rogo e la regione dove fu intensa la caccia alle streghe in Italia fu la Val di Fiemme

  2. Osita 29 ottobre, 2015 at 12:16

    il concilio di Trento lasciò l’Europa divisa tra due cristianesimi rigidi e in contrapposizione ,la guerra dei 30 anni polarizzò i conflitti .epidemie e peste si svilupparono un poco dappertutto ,lo spirito utopistico rinascimentale venne offuscato da pessimismo ,fatalismo e da una oscura tetraggine .Il Barocco fu un secolo caratterizzato da un senso di orrore, paura, e morte ma,contemporaneamente,si attuò un allargamento dell’alfabetizzazione,almeno a livello elementare ,che coinvolse anche le bambine .Fu un processo lento ,ma capillare anche se i livelli più qualificati erano comunque sempre riservati a poche donne di estrazione aristocratica o borghese ,che avevano un precettore privato.E’ comunque in questo periodo che si cominciano a registrare le prime significative presenze di intelletti femminili tra le autorità culturali ,mentre tra le politiche non possiamo dimenticare Elisabetta I ,alla guida dell’Inghilterra e Irlanda dall’età di 25 anni fino alla sua morte,44 anni dopo

  3. riesenfelder 27 dicembre, 2014 at 13:01

    Sul tema del problema del rapporto della Chiesa con la Donna, è interessante leggere il libro
    “La croce della Chiesa. Storia del sesso nel cristianesimo”.
    di Karlheinz Deschner e C. Mulas Corraine.

  4. Luistella 24 dicembre, 2014 at 15:59

    Insomma, per concludere: la fede se uno (una, soprattutto!) ce l’ha, ce l ‘ha indipendentemente dalla ragione. Non bisogna ragionarci , perchè se no non ne vieni a capo. Soprattutto, specie se sei donna, non puoi avere i riferimenti della Chiesa ( quella dei vari Santi, Agostino, Giovanni Cristofono o come caspita si chiama, e Papi vari, che non voglio più nemmeno sentirli nominare!), altrimenti quel poco o tanto di fede va via come il vento,ma avere un solo punto di riferimento che è il Cristo. Stop. Va bene che ora abbiamo questo Papa che riscatta un pò la facciata della Chiesa. Anche se non mi interessa, vorrei che aprisse al sacerdozio delle donne e fare religiosamente, si intende, il gesto dell’ombrello ai suddetti Santi e Papi

    • Genesis 25 dicembre, 2014 at 09:28

      …mi piace ragionare con me stesso spingendomi nei meandri dei miei dubbi più di quanto qualcun altro possa fare…farmi domande e darmi risposte. Dal dubbio proviene l’intelligenza del sapere. Dal tentennamento arriva la noia.
      Non sarà di certo un uomo vestito di bianco, con la tunica o sacco di iuta, che dir si voglia, cui chiederò di segnarmi il cammino. Il cammino è il mio. Saprò quando fare e quando non fare. Saprò quando dire e quando non dire. Saprò quando arrabbiarmi, sventolando la bandiera bianca, contro coloro che vorranno distruggere la mia fede. Gli occhi aperti a scorgere, a vedere…non solo a guardare…a cercare le mani tese in segno di stima, di riconoscimento per quanto sono. Sapere che qualcuno pensa a te come ad un fratello con cui condividere anche i propri pensieri…le proprie azioni.

      Auguri Luistella…Auguri a tutti: amici, conoscenti e sconosciuti…(belli, brutti e quelli che fanno i rutti)…

  5. Kokab 23 dicembre, 2014 at 09:04

    per risolvere pacificamente la disputa si potrebbe anche sostenere che la donna, essendo priva di anima, e quindi non ad immagine e somiglianza di dio, è un essere superiore.
    io non gli vorrei mai assomigliare, a dio dico.

    • Genesis 23 dicembre, 2014 at 09:25

      …ed invece vogliamo essere così somiglianti a Dio che ne disprezziamo spesso l’esistenza, perchè c’è stata insegnata in quel dio castigatore che è sempre andato di moda…mai nel Dio padre “coccolone” quale, secondo il dire di quel Gesù, deve essere…

      • Kokab 23 dicembre, 2014 at 09:46

        seriamente parlando, la fede è incompatibile con l’intelligenza, non nel senso che non ci siano uomini di fede intelligenti, ci sono, anche se non me ne spiego il motivo, ma nel senso che l’atto di fede non è per definizione un atto razionale, ma il suo contrario.
        è legittimo, e anche rispettabile, ma è fuori dalla logica, e ovviamente, anche dalla scienza; la fede non è, per definizione, un atto di conoscenza, e pertanto mi appare sommamente inutile.
        quanto al dio castigatore, è semplicemente una barzelletta inventata da un branco di pecorai sadici e pervertiti, che ha suscitato la mia personale ilarità fin dai tempi dell’asilo.

        • Genesis 23 dicembre, 2014 at 11:46

          Sai, Kobab, mi piace pensare l’inverso di ciò che affermi…ci vuole forse un’enorme intelligenza per poter credere in una divinità. Io, da povero e misero perito industriale, il mio primo “scisma” (come lo chiamo) l’ho avuto all’incirca a otto anni d’età…quando si studiano Big Bang e altre scienze storicamente e scientificamente provate…

          «Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi, con le nostre modeste facoltà, dobbiamo essere umili» Albert Einstein

          • Kokab 23 dicembre, 2014 at 12:33

            non ho evidentemente l’umiltà di einstein, ma credo che la mancanza di una spiegazione accettabile non giustifichi una spiegazione qualunque.
            non serve spostare più lontano la causa, e non serve immaginare il motore immobile, nessuna delle due opzioni aggiunge nulla alla conoscenza.

    • Osita V 7 febbraio, 2015 at 18:17

      Un milione di donne sono state torturate ed uccise dalla Chiesa Cattolica nell’arco di 5 secoli ,fra il 1227 e il 1235 fu instaurata l’inquisizione contro “le streghe” ,e nel 1252 papa Innocenzo IV autorizzò l’uso della tortura per estorcere le confessioni di stregoneria e questo papa è sepolto nel Duomo di Napoli con tanto di iscrizione che lo elogia come papa “benignus”.Poi Alessandro IV diede l’ordine di torturare e uccidere ,infine con papa Innocenzo VIII addirittura ci fu un manuale del perfetto inquisitore in cui veniva elencato tutto ciò che facevano le streghe e dal 1257 al 1816 furono torturate e bruciate sul rogo milioni di persone innocenti
      Bastava che una donna desse segno di squilibrio mentale per essere considerata una strega e sottoposta a tortura per farla confessare e avveniva che tante ,pur di far cessare la tortura ,si dichiarassero streghe

  6. Genesis 23 dicembre, 2014 at 07:59

    San Paolo, San Giovanni Crisostomo, San Tommaso d’Aquino, Sant’Oddone abate di Cluny, Sant’Agostino, Papa Pio II, Sant’Ambrogio, San Girolamo…alcuni dei santi e papi che scrissero nefandezze tipo:
    – La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini;
    – In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra;
    – La donna deve velarsi il capo, perché non è l’immagine di Dìo;
    – Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea;
    – Quando vedi una donna, pensa che si tratti del diavolo! Essa è come l’inferno!

    Grillino? Sì, ma chi nei secoli ha proferito certe nefandezze!

    • Gennaro Olivieri 23 dicembre, 2014 at 08:27

      Caro Genesis, intendevo come “grillino” colui che diffonde notizie false o leggende metropolitane. in riferimento alla diceria delle donne senz’anima. Su tutto il resto siamo praticamente d’accordo. Vorrei solo ricordare che anche la Chiesa non viveva, e non vive, in un suo acquario isolato, ma in osmosi con il mondo laico. E nefandezze ben peggiori sono state commesse verso le donne dalle istituzioni civili. Tanto per ricordarne una particolarmente odiosa: il cosiddetto delitto d’onore. A leggere la fattispecie del reato, così come recitava l’arti 587 del Codice Penale (della Repubblica Italiana, eh. Non del Sacro Romano Impero), c’è da rabbrividire.
      “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.”
      E l’art. 587 è stato abolito solo nel 1981!

      • Genesis 23 dicembre, 2014 at 09:18

        Affermare che la donna fosse letame, che fosse diabolica, che fosse immonda, di certo in quegli anni era peggio che indicarla senz’anima! I roghi medioevali, poi, erano forse migliori del “delitto d’onore”?
        Purtroppo le leggi italiche sono da sempre estrapolazione di leggi clericali. Pensiamo solamente al cognome da dare ai figli. Il cognome subìto dalla moglie…
        Papa Francesco è uno dei pochi che chiede scusa di ciò che è stato.
        “…credo nella chiesa, una, santa e cattolica…” ma questo nuovo papa sta destabilizzando anche questo: il dogma dell’infallibilità, cioè l’essere fallace nei confronti di coloro siano stati oggetto di persecuzione “cristiana”…(soprattutto) donne comprese!

  7. Genesis 22 dicembre, 2014 at 22:19

    Piccolo escursus storico…non parlo di anime ma dell’essere donna. Tutto il nuovo catechismo improntato verso la donna deriva dal concilio Vaticano II. Guardatevi attorno. Anche nel normale galateo delle visite papali, solo la donna è obbligata a mettere il velo per nascondere al dio in terra (come se si potesse) l’essere da cui sono cominciati tutti i peccati…la donna meretrice, la donna prostituta, la donna strega…il sesso solo al femminile…

    Storia

    Anno 242dc
    Le donne mestruate non devono venire all’altare, o toccare il Santo dei Santi, né venire in chiesa, ma pregare altrove (Dioniso, arcivescovo di Alessandria)
    Anno 345dc
    Il Concilio di Cartagine introduce severe regole di astinenza per i vescovi, i sacerdoti e i diaconi.
    Anni 441 e 517dc
    I Concili francesi di Orange e di Epaon, decretano che nella loro regione nessuna donna potrà essere ordinata diacono, in quanto durante le mestruazioni potrebbero profanare la chiesa.
    Anno 494dc
    Papa Gelasio I vietò che le donne servissero all’altare.
    Anno 588dc
    Il Sinodo diocesano di Auxerre decreta che le donne devono coprirsi le mani con un panno nel momento di ricevere la comunione.
    Anno 650dc
    Il Sinodo di Rouen proibisce ai sacerdoti di consegnare il calice nelle mani delle donne e di farsi da esse aiutare nella distribuzione della comunione.
    Anno 680dc
    Il vescovo Timoteo di Alessandria dispone che i coniugi devono astenersi dai rapporti sessuali il sabato e la domenica e, in ogni caso, il giorno antecedente la comunione. Stabilisce, inoltre, che le donne, durante il periodo delle mestruazioni, non possono ricevere il battesimo, la comunione ed è fatto loro divieto di entrare in chiesa nel giorno di Pasqua.
    Anno 690dc
    Il vescovo Teodoro di Canterbury proibisce alle donne mestruate di entrare in chiesa e di ricevere la comunione. Le madri sono considerate impure per quaranta giorni dopo il parto.
    Anno 820dc
    Il vescovo Teodolfo di Orléans vieta alle donne di entrare nel santuario, precisando che “Le donne dovrebbero ricordare la loro debolezza, e l’inferiorità del loro sesso, quindi dovrebbero aver paura di toccare qualsiasi cosa sacra che sia nel ministero della Chiesa.”
    Anni 1114-1148dc
    Paucapalea, Summa, Dist. 5, p. § 1 v. – “Alle donne non è permesso visitare la chiesa durante le mestruazioni o dopo la nascita di un figlio. Perché la donna è un animale mestruato. Attraverso il contatto col suo sangue i frutti non matureranno. Il mosto degenera, l’erba si secca e gli alberi perdono i loro frutti anzi tempo. Il ferro arrugginisce e l’aria diventa scura. Quando i cani lo assaggiano, diventano rabbiosi.”
    Anni 1157-1159dc
    Rufinus, Summa Decretorum, passim. – Una donna non può distribuire la comunione agli infermi e deve rimanere fuori dalla chiesa dopo il parto. E infatti “Quel sangue è così esecrabile ed impuro che, come ha scritto Giulio Solinus nel libro ‘i miracoli del mondo’, al suo contatto i frutti non maturano, le piante seccano, l’erba muore, gli alberi perdono i loro frutti, l’aria diventa scura, i cani diventano rabbiosi…. Ed i rapporti al tempo del periodo mestruale diventano molto rischiosi. Non solo a causa dell’impurità del sangue devono essere evitati i contatti con una donna mestruata; da tali rapporti vengono generati feti alterati.”
    Anni 1179-1181dc
    Sicardo di Cremona, Mitrale V, cap. 11. – Le donne non possono toccare alcun oggetto sacro. La nascita di un bambino porta con sé una duplice maledizione: “C’erano due comandamenti nella Legge ( il vecchio Testamento), il primo relativo alla madre che dà la nascita, il secondo a colui che nasce. Riguardo alla madre , se dava alla luce un figlio maschio, essa doveva guardarsi dall’entrare nel Tempio per quaranta giorni come una persona impura: perché il feto, concepito nell’impurità, pare che rimanga informe per quaranta giorni. Ma se nasce una femmina, lo spazio di tempo veniva raddoppiato per il sangue mestruale, che accompagna la nascita, considerato particolarmente impuro perché al suo contatto, come afferma Solinus, i frutti e le erbe appassiscono.
    Ma perché il tempo per una bambina femmina è stato raddoppiato ?
    Questa è la soluzione: perché una duplice maledizione grava sulla donna.
    Perché su di lei grava la maledizione di Adamo e per la punizione ‘ tu partorirai con dolore ‘.
    O, forse, perché, come la scienza medica rivela, durante il concepimento le figlie femmine restano informi per un tempo doppio rispetto ai maschi .”
    Anno 1140dc
    La presunta ‘impurità rituale ‘ delle donne entrò nella Legge Ecclesiastica attraverso il Decretum Gratiani che divenne legge ufficiale della Chiesa nel 1234, come parte vitale del Corpus Iuris Canonici che restò in vigore fino al 1916.
    Infine anno 2009, quasi sei anni fa…
    In Italia si vuole blocccare il film “Agorà” di Amenabar, che narra la storia della filosofa Ipazia, la filosofa vissuta ad Alessandria d’Egitto fra la fine del IV e l’inizio del V secolo.
    Ipazia diffondeva la grande cultura greca ed educava alla cittadinanza (agorà) mediante lo studio. Insegnava filosofia, matematica, astronomia. Un’anomalia doppiamente insopportabile: era una donna e per giunta pensava. Scomoda soprattutto al cattolicesimo apostolico romano, che in alleanza col decadente impero romano, aveva ottenuto nel 380 l’editto di Tessalonica con cui lo Stato diventava il braccio armato che perseguitava quanti non si conformassero ai dogmi cattolici.
    Ipazia con cocci taglienti venne fatta a pezzi, gettati per spregio ulteriore nel “cinerone” dove si bruciava la spazzatura. I suoi assassini erano monaci fanatici ed analfabeti al seguito del vescovo di Alessandria, Cirillo.
    Questa figura di donna scomoda, apprezzata e stimata dai colti, ma difforme dal mito mariano che lo stesso Cirillo stava contribuendo a costruire, fa paura ancora oggi, visto che si sta cercando di bloccare la diffusione di un film che ne ripropone la storia.

    No, Gennaro, l’anima le donne l’hanno sempre avuta anche per la chiesa e i suoi illustri macchinisti…peccato che, ne disprezzassero l’essere…ancora oggi, vedi le ostinate rivendicazioni del prelato maschio contro il sacerdozio femminile…

    • M.Ludi 23 dicembre, 2014 at 11:05

      Il tuo “piccolo excursus storico” (perdonami un sorrisetto sarcastico) è la perfetta fotografia dello stupidario dell’umanità di cui la Chiesa si è sempre fatta fiera protagonista; non oso pensare a quale impresa abbia messo mano Francesco, ma stavolta si, come non mai, avrà bisogno dell’aiuto di Dio per farcela perchè, per lui, combattere quasi duemila anni di demenza fatta sistema, sarà assai arduo.

      • Osita V 7 febbraio, 2015 at 17:46

        un primo elenco di libri proibiti fu composto sotto Paolo III nel 1542 per la soppressione dei libri cosiddetti eretici e il compito fu affidato ad una commissione di cardinali e collaboratori,Poi sotto Paolo IV un indice dei libri proibiti fu redatto dall’inquisizione e fu affisso a Roma il 30 dicembre del 1558 e tra i libri considerati eretici c’era il De Monarchia di Dante Alighieri e tutte le opere di Luciano di Samosata ,di Niccolò Machiavelli e il Decameron di Giovanni Boccaccio
        Si racconta che Raffaello pittore a due cardinali, che criticavano un suo dipinto con San Pietro e San Paolo rossi in viso ,
        abbia detto “non vi meravigliate ,è da credere che siano così rossi anche in cielo ,rossi per la vergogna che la Chiesa sia governata da tali omini come siete voi”

  8. Gennaro Olivieri 22 dicembre, 2014 at 17:10

    Per correttezza di informazione, conviene ricordare che nessun Concilio pronunciò mai sulla questione dell’anima delle donne, semplicemente perchè la Chiesa non affermò mai, tanto meno in un Concilio, che le donne fossero sprovviste di anima. La curiosa diceria popolare sulle donne sprovviste di anima nacque probabilmente da una disputa linguistica che ebbe luogo in un certo sinodo di Macon (Francia) nell’anno 585. I motori di ricerca possono venire in aiuto di chi volesse approfondire la questione. Santa Romana Chiesa ha sempre usato mezzi assai più intelligenti per tenere distanti le donne dal potere (anche ecclesiastico). Le questioni fondamentali dell’esclusione delle donne dal sacerdozio e del celibato dei preti vengono risolte in senso anti-femminile solo nel medioevo, e sono tutt’oggi motivo di discussione, dentro e fuori la Chiesa Cattolica. Ma la bufala della donna ritenuta sprovvista di anima è solo una diceria alimentata da un anticlericalismo approssimativo e becero, che potremmo definire grillino ante litteram.

  9. nemo 22 dicembre, 2014 at 15:55

    Una sola battuta finale , dopo aver letto questo interessante articolo. Oggi finalmente , scrive , Papa Francesco ha reso la chiesa orizzontale, come umanità da incontrare creando ponti e non alimentando divisioni. Ecco sul fatto che Papa Francesco faccia questo non credo di poter avere dubbi sul fatto che lui ci riesca ne ho…molti. Se la istituzione chiesa è riuscita a sopravvivere per 2000 anni ci sarà pure una ragione, che questa ragione nel tempo sia passata dalla semplice paura alla superstiziosa crednza è anche questo un fatto. Bene dice e chiede Luistella, perchè mai io possiedo un anima dal concilio di Trento ? Ebbene non è solo questo il punto, troppi ce ne sono ai quali anche il Papa Francesco non può rispondere, se non mettendo in crisi, il mastodontico apparato, di credenze che fino ad ora ha sorretto , appunto , la chiesa. La chiesa potrà ammantarsi di orizzantalismo ma resterà sempre piramidale, se perdesse questo non sarebbe più chiesa ed i suoi afflenti si disperderebbero , come avvenne nei primi anni della sua esistenza. In fondo è questa caratteristica che ha fatto la sua forza nei secoli.

    • Genesis 22 dicembre, 2014 at 22:27

      L’analfabetismo e la scarsissima cultura dei popoli sono sempre stati campi fecondi del cattolicesimo. Da quando il popolo si è anche minimamente acculturato, si sono persi milioni di cattolici, magari per altri lidi…

      • nemo 23 dicembre, 2014 at 09:56

        Le centinaia di sette, non lo scrivo in modo dispreggiativo, ma tali erano che hanno affollato i primi anni del medio evo, le persecuzioni a cui sono stati sottoposte queste persone fanno parte del sistema che ha dato le basi alla affermazione di questa religione, non è certo il successivo acculturamento che ne ha minato le basi, esse sono ancora forti anche se relativamente. La forza che viene dalla necessità di miloni di esseri umani a partecipare alla speranza, che sia essa quella di una vita migliore dopo la morte è secondario. A questo si deve aggiungere il potere della superstizione, il potere che ha sulle genti la paura dell’inconscio di quello che, nella mente dell’uomo si vedrà o si incontrerà quando si dovranno oltrepassare le porte che gli antichi chiamavano Ade. La capacità che la chiesa ha avuto nel dare queste risposte e sollecitare queste paure è alla base della sua millenaria attività. E della sua esistenza. Di una cosa sono certo, il Gesuù di cui parlano non è, certamente, quello che era in realtà, egli era un israelita che predicava una visione, tutto sommato pragmatica della sua religione, non aveva, ne poteva avere anche con i grandi poteri, sentore di cosa sarebbe diventata e cosa avrebbe prodotto la sua predicazione, che sia chiaro, non era ne voleva essere cristiana ! Ma questo è altro discorso.

    • Scan 21 dicembre, 2014 at 14:46

      che dire luisa? da tanto, ormai, quando si tratta di religione e delle sue regole applico una massima: sono cose che riguardano le persone che, a quelle religioni, si affidano; sia che si tratti di animismo sia che si parli delle “grandi” religioni monoteistiche. questo vale per i fedeli e per i ministri di quelle credenze. comincio a preoccuparmi (purtroppo molto spesso) quando le religioni riescono a infiltrarsi nella gestione dello “stato”. quindi non mi può interessare di meno di una sospensione a divinis di un prete rivoluzionario, mi preoccupa, molto di più (e se ne parla meno), un insegnante di religione, nominato dalla curia, che viene pagato dalla scuola pubblica

      • Luistella 24 dicembre, 2014 at 16:13

        invece io mi adombro, per usare un eufemismo, che un Papa del xx sec, invece di essere dalla parte del popolo oppresso (come il suo Principale ha insegnato) , punisce colui che è stato dalla parte giusta, a suo rischio e pericolo. Mentre non vedo cosa ci sia di così grave se un insegnante di religione, insegna storia delle religioni . Due punti di vista evidentemente, il mio e il tuo

        • Scan 3 gennaio, 2015 at 18:14

          conosci delle scuole in cui si insegna storia delle religioni? io no. nel caso, comunque, la scelta di un insegnante di tale materia non dovrebbe, certamente, essere delegata alla curia.

          • Osita V 13 febbraio, 2015 at 14:07

            si ci sono state scuole dove l’insegnante di religione parlava di tutte le religioni,per esempio a Roma c’era il liceo scientifico Castelnuovo,dove ho pure insegnato prima di entrare in ruolo,alla sezione sperimentale,ma ho ragione di credere che ,forse ,dal momento che gli allievi si sono potuti esonerare dalla partecipazione all’ora di religione ,non se ne sia sentita più la necessità

    • Genesis 21 dicembre, 2014 at 20:27

      Fu nel concilio vaticano II, quello di Giovanni XXIII…che destabilizzò il concilio tridentino con le ammissioni di errori madornali. Dopo Paolo VI e la brevissima puntata di Giovanni Paolo I fu GPII a far ritornare in auge il tridentino…santo subito…pfui!

  10. Luistella 20 dicembre, 2014 at 15:36

    E’ celebre la foto di Papa Woytila che rimprovera padre Ernesto Cardenal, durante una sua visita in Nicaragua. E.Cardenal, aveva appoggiato la rivoluzione sandanista contro la dittatura: era stato nominato ministro della cultura. Il Papa al ritorno, lo “sospese a divinis”. Così fu per una altro sacerdote nicaraguense ora ottantenne, che solo recentemente (su sua richiesta) ha ottenuto da Papa Francesco la possibilità di svolgere il sacerdozio.

    • Osita V 8 febbraio, 2015 at 10:39

      ricordiamo pure la caccia alle streghe del Maccartismo,non solo la chiesa è stata autrice di intolleranza,e la relazione fra caccia alle streghe e Maccartismo consiste nel fanatismo e nell’intolleranza ,nell’intransigenza nei confronti di minoranze ritenute pericolose per la stabilità politica e sociale di una nazione.Un esempio fu il Maccartismo degli anni 50 dal nome del senatore Joseph McCarthy che dal 1950 al 1954 diresse la Commissione per le attività anti americane .Uomini politici ,membri del mondo del cinema furono accusati di simpatia per le fazioni di sinistra e alcuni persero il lavoro. Bella la risposta che diede l’attore John Cooper, quando fu interrogato dalla commissione che gli chiese se avesse sentito da qualche collega parole che facessero capire una simpatia per il comunismo,
      ” in questo periodo non ci si scambiano parole,non comunichiamo” ,così con ironia sottolineava l’assurdità della domanda

Leave a reply

WordPress Appliance - Powered by TurnKey Linux