le muse

“Nullus locus sine Genio”: lo “spirito” del luogo

I luoghi non sono semplici porzioni di spazio, o fondali neutri delle azioni dell’uomo, ma concentrati solidi del tempo, dove la vita passata, nostra o di chi ci ha preceduto, ha lasciato tracce, che possono essere più o meno nascoste e impercettibili, oppure evidenti e maestose, come le antiche vestigia di civiltà scomparse.
E anche laddove nessun uomo sia mai giunto, né lasciato segno del suo cammino, c’è sempre comunque l’eco del passaggio dei secoli, negli strati accumulati delle rocce, nelle loro forme modellate e consumate dal vento, nella tenacia della vegetazione perenne che vi cresce, nel lavorìo eterno e implacabile delle onde del mare o dello scorrere senza sosta delle acque dei fiumi.

 

Crumlin Road Courthouse - Dublino

 

Ogni luogo è un nodo di spazio e di vita, individuale o collettiva, e un respiro di storia, umana o naturale; per questo, conoscere un luogo significa sempre rievocare il passato, e contemporaneamente, legare indissolubilmente a quello scenario il proprio presente, e quello di chi in quel momento sta con noi, fisicamente o idealmente, o che sia già stato lì prima di noi.
Come la finestra dell’antico palazzo veneziano, ritrovata in un quadro di museo, che a un Proust commosso sembrava dire «Mi ricordo molto bene di vostra madre»”; o ancora, come il viale parigino dove passeggiava sotto un cielo invernale, Odette Swann, elegante e incantevole, avvolta nella sua pelliccia di lontra e la testa coperta dal berretto con due penne di pernice.

 

Opera di architettura paesaggistica

 

I luoghi della nostra vita sono dunque le persone con cui li abbiamo attraversati.
E con le persone che li hanno vissuti e vivificati, anch’essi si trasformano; e cambiando, in qualche modo muoiono, notava acutamente Proust proprio nelle ultime righe de La Strada di Swann:

“Bastava che madame Swann non giungesse identica nel medesimo istante, perché il viale fosse altra cosa. I luoghi che abbiamo conosciuto non appartengono solo al mondo dello spazio, nel quale li situiamo per maggiore facilità. Essi sono solamente uno spicchio sottile fra le impressioni contigue che costituivano la nostra vita d’allora; il ricordo d’una certa immagine non è che il rimpianto di un certo minuto; e le case, le strade, i viali sono fuggitivi, ahimé, come gli anni.

 

Workington Hall - Cambria (UK)

 

Inoltre, come le persone, anche i luoghi ci parlano, ci accolgono, o ci respingono, facendoci sentire abitanti o stranieri; perché anch’essi hanno un’anima – gli antichi la chiamavano “genius loci” –che li caratterizza e rende unici, e che evoca suggestioni, emozioni e ricordi in chi li percorre con sguardo attento.
In ogni paesaggio infatti, psiche e mondo s’incontrano e si confondono, perché sguardo e oggetto si abbracciano fino a diventare tutt’uno negli occhi di chi guarda.

E così, alcuni si sfiorano soltanto, senza particolare interesse, o si ricordano con una smorfia di disappunto; ad altri invece, a cui siamo affezionati, pensiamo sempre con un sorriso; certi altri sono inattese sorprese e, una volta entrati nella mente, non ne escono più; così come altri ancora, si amano e si sognano già prima di conoscerli davvero. E poi ci sono quei luoghi che amiamo di un amore assoluto, che rapiscono il cuore e lo straziano, perché sappiamo, sin dal primo momento che non potranno accoglierci ancora, né mai più appartenerci, tranne che nel ricordo, come quelli perduti dell’infanzia e dei momenti felici e irripetibili.

 

Ilton Druids Temple - Yorkshire

 

I luoghi, infine, hanno un’anima, perché – scriveva il giovane Amadeu de Prado davanti ad un oceano tinto di rosa dall’alba e dai ricordi – “…Lasciamo sempre qualcosa di noi quando ce ne andiamo da un posto, e rimaniamo lì anche una volta andati via; e ci sono cose di noi che possiamo ritrovare, solo tornando in quei luoghi.
Viaggiamo dentro noi stessi, quando torniamo in posti che hanno fatto da cornice a periodi della nostra vita. Non importa quanto questi siano stati brevi.”
(Treno di notte per Lisbona).

 

Spiaggia di Odemira - Portogallo

 

Non esiste luogo al mondo, in cui lo spirito vitale del tempo non abbia posto la sua sacra dimora, come un antico dio dentro il suo tempio di pietra.

 

    • Nota: il titolo fa riferimento alla citazione scritta dal grammatico e commentatore latino Servio Mario Onorato (IV – V secolo d.c.) in calce all’Eneide, mentre l’immagine di copertina si riferisce all’isola Gattarella prospiciente la spiaggia a sud della città di Vasto.

 

 

 

 

 

luogo

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