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Laura Boldrini e i leoni da tastiera

Laura Boldrini e i leoni da tastiera

Da qualche giorno in questo strano paese che è diventato l’Italia si sta discutendo, come se fosse una cosa normale, della legittimità di dare impunemente della troia a Laura Boldrini, al momento terza carica dello Stato, augurandole nel contempo la pubblica sodomia per mano (mano?) di manipoli di extracomunitari arrapati e assatanati, e prefigurando il suo conclusivo scioglimento nell’acido, degno epilogo di tanto furore iconoclasta del popolo umiliato nei suoi diritti, ma orgogliosamente ribelle e deciso a ripristinarli: siamo onesti, se non fosse una tragedia si potrebbe morire dal ridere.

La discussione, chiamiamola pure così, nasce dal fatto che la stessa Boldrini ha reso pubblica la sua decisione di agire giudizialmente contro la pletora di imbecilli, di coglioni direi, se mi posso permettere il francesismo, che si dilettano ad insultarla sul web, e il web ha rilanciato scomodando la libertà di pensiero, la censura, l’attentato alla libertà dei cittadini messo in atto dalla kasta, l’arroganza dei komunisti, e altre analoghe amenità che sarebbe troppo lungo declinare.

Laura Boldrini non gode da sempre di buon stampa. La terza carica della Stato è stata eletta in modo imprevisto e sorprendente nel Parlamento più diviso della nostra storia da una maggioranza ritenuta illegittima almeno dai 2/3 degli italiani, era probabilmente inadeguata al ruolo, che richiede una sensibilità politica e istituzionale che ormai pochissimi possiedono e che non può essere improvvisata, viene dalla parte politica più minoritaria del paese, la sinistra a sinistra del PD, ed ha una storia personale particolarmente adatta a far imbufalire i razzisti di ogni forma e colore, ormai un partito trasversale, perché come funzionario dell’ONU si è occupata fra l’altro e a lungo proprio del tema dei rifugiati, problema che in Italia si vorrebbe ormai risolvere con ruspe e cannoniere.

Non ho personalmente un particolare apprezzamento per Laura Boldrini, sono incline a credere che non avesse la caratura necessaria per il ruolo che occupa, e non sono neppure sicuro del fatto che il necessario apprendistato abbia dato i migliori risultati possibili; credo anche che si possa legittimamente criticare, e anche pesantemente criticare, qualunque carica pubblica, qualunque idea, qualunque fede politica, e qualunque fede religiosa, ma questo non significa che si può liberamente dire qualunque scemenza, perché la storia della libertà è anche la storia del suo limite, e non significa neppure che è possibile abusare del diritto di essere stupidi, perché anche questo non è e non deve essere infinito.

E allora occorre dire alcune cose con chiarezza. Dare della troia a Laura Boldrini come persona è un reato, dare della troia al Presidente della Camera è un secondo e diverso reato, e lo stesso vale per lo stupro e lo scioglimento nell’acido. Cincischiare sul fatto che ciò avvenga sul web e non a mezzo stampa, dove sarebbe immediatamente perseguibile, è una sega mentale, se le norme sono inadeguate, cosa che non credo, adeguiamole e poi andiamo a prendere uno per uno gli idioti che hanno firmato col proprio nome queste nefandezze; quando li avremo presi le probabili condanne avranno una significativa dimensione economica, il che farà finire in fretta il cinema attualmente in atto, e la “gente”, uso il termine con assoluto significato spregiativo, comincerà a fare i conti col principio di responsabilità, che è incidentalmente uno dei fondamenti della democrazia, oltre che della libertà, se solo questi primitivi sapessero di cosa si tratta.

 

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Perché, e occorre saperlo, se si perde il senso del limite, e si è perso, se tutto diventa lecito, se il metodo diventa quello dell’aggressione personale e dell’insulto postribolare, se io domani decido, e a questo punto potrei legittimamente farlo, di incitare qualcuno a sodomizzare il vice della Boldrini, che diversamente da lei è pure un analfabeta funzionale, ma essendo il Vice Presidente della Camera non importa e non deve importare, almeno in questo contesto, contribuisco nello stesso modo ad alimentare una guerra civile strisciante nella quale di fatto finisce lo Stato di diritto, e con esso finiscono la libertà e la democrazia, che diversamente da quanto in molti credono, non si fondano affatto sulla possibilità di dare impunemente della troia ad una donna, tanto più se pro tempore è il Presidente della Camera.

 

 

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  Il Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, si presta al trucco prima di
          andare in onda quale ospite della trasmissione "Otto e mezzo"

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Infine, e non è un fatto inessenziale, questo utilizzo sgangherato del web, la possibilità che ha dato a tutti gli imbecilli a piede libero di riconoscersi, annusarsi, unirsi e fare massa critica ha già determinato una mutazione antropologica nella nostra società, sdoganando e legittimando dei comportamenti che sono fuori dalle norme, dalla logica, dal buon senso e dal buon gusto; il leone da tastiera è una categoria umana che fino a pochi anni fa non esisteva, che in pochissimo tempo è riuscita ad abbruttire oltre alla società, cosa usuale oltre che ovvia, anche la politica, fenomeno questo invece abbastanza nuovo, selezionando in modo sempre più diffuso tipologie di leadership che gli assomigliano in modo drammatico.

 

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Noi siamo abituati, credo per pigrizia mentale, a semplificare le dinamiche sociali e politiche attribuendo ogni peccato al leader e tutta l’innocenza al popolo, qualunque cosa significhi questa parola; io non credo sia sempre così,  non credo che sia mai semplicemente così, e mi pare che la storia della Boldrini sia un esempio emblematico di come l’irrazionalità e l’imbecillità del popolo possa produrre guasti insopportabili, oltre che di come certe rivoluzioni possano avere un carattere assolutamente reazionario: lo dico senza nessuna timidezza, ai moderni leoni da tastiera auguro solo di incontrare presto il loro Bava Beccaris.

 

Laura Boldrini e i leoni da tastiera

 

 

 

 

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