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I Liberi e Uguali di Pietro Grasso

Il Liberi e Uguali di Pietro Grasso nasce con grandi ambizioni, a partire dalla scelta del nome, perché l’unione incompiuta di  libertà e uguaglianza rappresenta esattamente il fallimento di questa fase storica in tutto l’occidente, e in particolare il fallimento della sinistra, che si era assunta il compito di realizzare il sogno di coniugare la cultura liberale a quella socialdemocratica.

 

Personalmente non saprei dire chi sono gli uomini che stanno dietro alle tre vele che rappresentano MDP, SI e Possibile, non me li ricordo, li confondo, e non ho voglia di fare la fatica di informarmi, ma sono tutti chi un retaggio del passato, chi un nuovo perdente, chi un irrilevante burocrate di seconda fila che è stato miracolato dall’impoverimento della politica, che in questi ultimi anni si è appiattita sulla retroguardia della società.

 

Scrivo questa cosa sgradevole senza alcun personalismo, e a prescindere dal valore delle persone, che singolarmente possono anche avere delle grandi qualità, ma che in quel modo sono sostanzialmente percepite dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, che giudicano in modo drasticamente negativo il percorso della sinistra negli ultimi trent’anni, anche con un eccesso di pelosa ingenerosità, dimenticando che quel poco di buono che è stato fatto nel paese non viene certamente dalla destra.

 

Pietro Grasso si è assunto l’onere di cancellare questa percezione, e di trasformare un esercito di sconfitti in quell’embrione di nuova classe dirigente della sinistra che oggi non esiste, e neppure si intravede. E’ una sfida spavalda e temeraria, perché le facce di D’Alema, Bersani e Civati sono difficili da nascondere, ma in mancanza di meglio e di possibili alternative, credo sia un bene che il Presidente del Senato abbia saltato il fosso istituzionale che rendeva inopportuna la sua sfida, e si sia candidato a guidare quei cittadini di sinistra che hanno abbandonato Matteo Renzi in modo definitivo, condannando lui e il PD al filotto di rovinose sconfitte che hanno incassato negli ultimi due anni.

 

Per quanto difficile, la sfida di Grasso risponde ad una logica politica sensata, e riempie un vuoto evidente nel panorama politico italiano, dal quale è stata espulsa non solo una fetta di società, quella dei lavoratori dipendenti garantiti da un sistema di welfare ritenuto dalla maggioranza anacronistico, ma anche una visione del mondo, della storia e dell’economia che si oppone alla vulgata liberista che ha reso la politica una poltiglia indistinta nella quale tutte le vacche sono nere, e che ha cementato un sistema di ineguaglianze capace di restringere il vertice della piramide sociale in un modo mai visto nel mondo contemporaneo.

 

Di fronte a questa trasformazione il PD di Renzi ha seguito con singolare intempestività la strada di Clinton e Blair, e si è spostato clamorosamente a destra in uno dei paesi più di destra d’Europa, salvato dalle ultime posizioni solo dal fatto che nell’Unione ci sono austriaci, ungheresi, polacchi, e non ha più vinto nulla: può piacere o no, può essere giusto o sbagliato, ma resta tutto da dimostrare che in Italia il principale partito di sinistra, o meglio, di centro sinistra, possa vincere senza i suoi elettori tradizionali, e fino ad oggi le prove di avvicinamento alle politiche del 2018 sono clamorosamente fallite.

 

Non so se Grasso potrà contendere dei voti al PD in una misura significativa, e certamente farà pochissima strada se prenderà solo i voti delle tre sigle che si sono allineate dietro di lui; Grasso, se non vuole essere una velleitaria riedizione di Ingroia deve prendere i voti di sinistra che si sono rifugiati nell’astensione, quelli che piuttosto che votare per Renzi lasceranno vincere Berlusconi o Grillo, sensato o meno che sia, perché se è vero che gli elettori di destra in Italia votano in primo luogo contro qualcuno, gli elettori di sinistra votano per qualcosa, e solo se si sentono rappresentati, cosa che oggi non è, e non è più da tempo.

 

Il sistema elettorale alla fine approvato produrrà probabilmente un paese ingovernabile, e il valore dei voti di ogni singolo schieramento dipenderà anche da quello degli altri, ma credo che sia fuor di dubbio che se Grasso non arriva ad una percentuale a due cifre, in questa fase storica la sinistra sparirà dal panorama italiano, e avremo un parlamento presidiato solo dalla destra e dal centro sinistra, che non mi pare un bene per nessuno.

 

Resta un problema. Anche Grasso, come Renzi, Grillo o Berlusconi, è un uomo solo al comando, con attorno uomini vecchi o uomini che non valgono nulla, perché questo ha prodotto la politica negli ultimi decenni, e non solo in Italia; non credo sia veramente possibile tornare nella società civile in pochi mesi, abbandonando lo scontro gridato e populista della televisione e dei social media, e quindi il Presidente del Senato dovrà giocare la sua partita secondo le regole che dice di voler stravolgere, senza poter scegliere diversamente. Se sarà abbastanza bravo e avrà fortuna dopo le elezioni si potranno tirare le somme, e capire quale direzione potrà prendere il paese, con quali rapporti di forza e con quali possibili schieramenti.

 

Oggi non esiste nessuna compatibilità fra il PD e Liberi e Uguali, proprio perché il cartello di Grasso nasce contro le scelte politiche che ha operato il PD, e per risolvere una crisi di rappresentanza che queste scelte hanno determinato; in questa cesura si trovano sia una crisi della società, che una crisi della sinistra, e nessuna di queste ha oggi all’orizzonte una possibile soluzione. C’è chi pensa che la soluzione possa essere, come sempre in passato in casi analoghi, l’insuccesso di Grasso, io credo che nell’interesse della democrazia, della società e della sinistra, questo non sia vero. Il resto riguarda il futuro.

 

Grasso

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1 comment

  1. AndreaNatoli 1 febbraio, 2018 at 02:35

    LuE è l’ennesimo suicidio della vecchia ditta per far perdere la sinistra … un partitucolo di personaggi che dopo aver perso credibilità e dignità, in età pensionabile, continuano a fare del male alla sinistra senza alcun tipo di logica.

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