le storie

Giannis, si pronuncia Yannis

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Un paio d’anni fa un difensore NBA si trovò davanti per la prima volta un giocatore che non aveva mai incontrato prima:

“Ero entrato da poco, mi ricordo che noi mancammo, rimbalzo e palla loro, passaggio al numero 34 che riceve la palla, non so come, da dietro le spalle senza guardare, e in corsa a due lunghe falcate è ad un metro e mezzo prima del centro parquet. Un mio compagno ed io, arretrando in affanno, siamo allineati a sbarrargli la strada. Arriva. Il suo piede sinistro è sullo stemma a centrocampo, lo vedo alzar di poco lo sguardo verso la mia destra, ma lui finta di corpo, un salto-volo a sinistra, è già sulla linea del tiro libero ! e da lì un balzo in aria, ruotando su se stesso si smarca di altri due e schiaccia. Segnò dal centrocampo a canestro toccando terra una volta sola sulla linea del tiro! La cosa che mi colpì allora erano i suoi denti. Fece tutto con un sorriso.”

 

Il sorridente si chiama Giannis Antetokounmpo, si pronuncia Yannis, gli amici lo chiamano Yannie. Ma la madre lo chiama Ugo.

 

 

Figlio di immigrati dalla Nigeria, Antetokounmpo è nato ad Atene, in Grecia, il 6 dicembre 1994, ed è cresciuto nel quartiere di Sepolia. I suoi genitori si erano trasferiti da Lagos, lasciando dietro il loro primogenito, Francis, con i suoi nonni. Come molti altri immigrati in Grecia, i suoi genitori hanno faticato a trovare lavoro: Antetokounmpo e l’altro suo fratello maggiore, Thanasis, hanno aiutato a vendere oggetti come orologi, borse e occhiali da sole sui marciapiedi di Atene, dei vu’cumprà.

Giannis è cresciuto nella cultura greca imparando la lingua, andando a scuola e alla fine iniziando a giocare a basket all’età di 7 anni. Anche se Giannis e tre dei suoi quattro fratelli sono nati in Grecia, non ebbero automaticamente diritto a ricevere la cittadinanza in quanto la Grecia non ha la ius soli.
Giannis è stato apolide fino all’età di 18 anni, non essendo riconosciuto né dalla Nigeria né dalla Grecia.

 

 

Il padre di Antetokounmpo, Charles, era un ex giocatore di calcio dell’associazione nigeriana con talento per il dribbling, mentre sua madre, Veronica, era una saltatrice in alto. Il secondogenito prenderà da entrambi i genitori qualcosa: dal padre la fantasia e l’estro in un gioco di squadra, dalla madre la disciplina di uno sport solitario basato sulla potenza del salto. I due genitori provengono da importanti gruppi etnici nigeriani – Charles era Yoruba, mentre Veronica è Igbo. Una possibile traduzione del nome originale della famiglia Adetokunbo è “la corona è tornata dall’estero”. Gli Yoruba rappresentano un gruppo etnico di oltre 44 milioni di persone nella zona tra la Nigeria e la Guinea, con una storia millenaria, un retaggio imperiale e una cultura molto sofisticata. Anche la tribù Igbo della madre ha una lunga storia di cui vanno giustamente fieri. Ma a dispetto dell’orgoglio per le proprie origini, per farcela ad Atene Charles si arrabbattava come secondino e factotum, mentre Veronica faceva la colf e la babysitter.

La madre oggi ricorda che Giannis aveva allora tutte le intenzioni di giocare a calcio come la sua famiglia, tradizione iniziata con suo nonno ed è poi proseguita fino a suo padre e al suo fratello maggiore, Francis.
Un giorno lui e suo fratello Thanasis stavano giocando a pallacanestro in un campetto fatiscente dove un allenatore di basket, Spiros Velliniatis, scoprì l’adolescente nel 2009, convincendo Giannis a giocare – ma solo dopo aver promesso che avrebbe aiutato i suoi genitori a trovare lavoro.

Ero negativo”, ha ammesso Giannis. “Gli dicevo di no, niente basket, ho bisogno di trovare un lavoro per aiutare la mia famiglia, ora, in questo momento.”

L’allenatore doveva anche incontrare Veronica, che stava per venire a chiamare i suoi ragazzi a casa. Gli spiegò che la pallacanestro avrebbe potuto fornire ai suoi figli una via d’uscita dalla povertà, un’occasione con maggiori probabilità rispetto al calcio. Inoltre, Thanasis aveva 15 anni e Giannis ne aveva 13 – e Velliniatis avrebbe dovuto denunciarli, perché la legge greca proibiva agli immigrati privi di documenti di età superiore ai 15 anni di praticare sport a livello ufficiale.

“Ci ha aiutato”, ha detto Veronica di Velliniatis. “Aiuta i bambini africani, è una buona cosa che il club di basket abbia adottato Giannis e da quel momento ha lavorato molto, molto duramente, l’abbiamo accolta con favore, questa opportunità”.
E Giannis, “Ci stava dando dei soldi – il tipo non ne aveva di suoi, prendeva in prestito denaro, ci amava troppo, non posso dire da dove viene l’amore, non lo conoscevo nemmeno quel tipo. Ora lo conosco così bene, ci ha aiutato così tanto, spero che possa venire in America e vivere con noi “.
“Spiros è una persona eccezionale, un uomo fantastico, come un secondo padre per me”, dice sorridendo. “Credo che senza Spiros, forse in questo momento non sarei qui.”

 

Giannis (sx) e Thanasis (dx) giocano a basket in un campo a Sepolia, Atene.

 

Una parte incommensurabile del gioco di Giannis proviene da qualche parte nel profondo. Come quando Velliniatis chiese ai suoi giovani giocatori del Filathlitikos di esibirsi nell’esercizio della sedia al muro. Passati cinque minuti, giocatore dopo giocatore, smisero tutti. Giannis, rimase lì a fare sedie al muro per altri sette minuti. “Solo per dire che non aveva limiti“, ha detto Velliniatis. “Era un gran competitore fin dalla tenera età.”

“Da quando ero piccolo, quando inizio qualcosa, voglio essere il migliore”, ha detto Giannis. “Ero così concentrato su quel che stavo facendo, giocavo a calcio, ​​ero concentrato, volevo diventare un grande giocatore di futbol, ​​come, ok, so che non ha funzionato, sono andato per il basket, lì, basta, sarò grande. Diventerò un grande giocatore di pallacanestro, tutto fin dal primo giorno, abbiamo raggiunto questo obiettivo, ok?, sii il migliore in tutto ciò che fai, tutto, ogni giorno, far così ti aiuta ad andare avanti “.

 

Nel 2007, Antetokounmpo ha iniziato a giocare a basket, e nel 2009, stava giocando in modo competitivo per la squadra giovanile del Filathlitikos, nel 2011 è entrato a far parte della prima squadra Filathlitikos, nella lega di basket di secondo livello della Grecia durante la stagione 2012-13.

 

  Giannis sedicenne in Grecia

 

Nel dicembre 2012, pochi giorni dopo aver compiuto 18 anni, Antetokounmpo firmò un accordo di quattro anni con il club spagnolo Zaragoza CAI, a quanto pare includendo un opzione di un buyout per eventuali squadre NBA interessate dopo ogni stagione. Altri importanti club europei erano interessati ad ingaggiarlo, tra cui Barcelona ed Efes.

Nella stagione 2012-13 Giannis inizia a far cose fuori dal comune per la Serie A2 greca. In campo centra il 62.1% da due punti, 31.3% da tre punti e 72.0% dalla linea di tiro libero, con una media di 22.5 minuti per partita. In oltre 26 partite, ottiene una media di 9.5 punti, 5.0 rimbalzi, 1.4 assist e 1.0 blocchi per partita. Viene selezionato dagli allenatori come partecipante speciale all’incontro All-Star della lega greca del 2013. Anche se in realtà non era stato selezionato come una all-star, gli allenatori unanimamente lo hanno lasciato in campo per le giocate incredibili che faceva vedere ai fan.

 

Con l’Europa e l’intero paese risvegliati dalla presenza di un potenziale astro, la lega basket greca e il paese stesso non potevano non affrontare la questione della sua cittadinanza. Già, perché se non riconosci il potenziale Pelé che hai in casa, non lo puoi vestire con la maglia della nazionale di basket greca. Ma l’Europa e la Grecia in quel periodo han grosse questioni da risolvere. La crisi greca andò a sbattere con la vita di Giannis creando un caso politico quando fu dichiarato idoneo per la stagione NBA 2013.

Il partito nazionalista Alba Dorata passò dall’aver poca influenza nel Parlamento greco nel 2009, ad avere 18 seggi dopo le elezioni del 2012. Sui greci bianchi iniziava a far presa la retorica del considerare le persone di colore, in particolare gli immigrati africani, come la causa dei loro problemi.

Il brusio nei media greci aumentò poi quando un squadra USA della NBA, i Milwaukee Bucks, lo scelse. Il 30 luglio 2013, quando firmò il suo contratto di debutto con i Bucks, il leader di Alba Dorata, Nikolaos Michaloliakos, lanciò epiteti razziali ed etnici contro Giannis e il proprietario dei Bucks Herb Kohl, un ebreo. In un’intervista televisiva dichiarò che Giannis avrebbe dovuto essere stato arrestato prima di ricevere la cittadinanza, mentre saliva i gradini della dimora del presidente, ed esser deportato.

Quando ottenne ufficialmente la cittadinanza greca il 9 maggio 2013, il suo cognome fu ufficialmente romanizzato e divenne “Giannis Antetokounmpo”. Il suo soprannome tra i suoi fan a Milwaukee è il “Greek Freak” (il freak greco). La madre Veronica diede a ciascuno dei suoi cinque figli nomi sia greci che nigeriani, scegliendo il nigeriano Ougko (pronunciato Ugo / uːɡoʊ / U-goh) per Giannis.

 

Antetokounmpo ha due fratelli maggiori, Francis (nome greco Andreas) e Thanasis, così come due fratelli minori, Kostas e Alexis. Lui e Thanasis erano compagni di squadra nel Filathlitikos, con Kostas che si è poi unito alla squadra nella stagione 2013-14. Suo fratello maggiore, Francis, ha giocato a calcio professionalmente in Nigeria e in Grecia, e sempre in Grecia anche professionalmente a basket.

 

I fratelli Antetokounmpo, Giannis, Alexis, Thanasis, e Kostas in palestra a Milwaukee.

 

Non si pensava che Antetokounmpo potesse essere una superstar quando fu selezionato 15° assoluto nel primo turno del draft NBA 2013 dai Bucks (buck = cervo). Il suo impegno e la sua ambizione ad eccellere lo hanno definito da subito, malgrado fosse inesperto ed appena arrivato. Sessioni di allenamenti con la squadra, venivano seguiti da esercizi ed allenamenti in più, voluti da Giannis e supervisionati dallo staff dei Bucks. Invece di metter mano a sostanze che possono “gonfiare” il corpo dell’atleta, Giannis convinse la dirigenza ad organizzare allenamenti con ex-giocatori della levatura di Kobe Bryant e Kevin Garnett.

 

  Giannis in allenamento con gli ex Kobe Bryant e Kevin Garnett

Giannis, essendo arrivato poco dopo la maggior età, è anche cresciuto fisicamente di ben 12 centimetri  da quando è a Milwaukee, raggiungendo l’attuale altezza di 2.13 m. . Tra le caratteristiche che han reso il gioco di Giannis così particolare, la principale è l’agilità, pur avendo degli arti così lunghi. Sembra un elastico che si espande e contrae sotto canestro, come una lunghissima anguilla, capace di cambi di direzione, allunghi e invenzioni improvvise che lasciano i difensori ammutoliti. Nella NBA da un po’ di tempo si da importanza ad un dato chiamato l’ “apertura alare”, cioè la misura delle braccia completamente estese. L’apertura alare di Giannis è di uno strabiliante 220 cm. .

 

 

Nello spazio sopra il suo disegno dell’ Uomo Vitruviano, che rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano secondo Vitruvio, Leonardo scrisse:

«Vetruvio, architetto, mette nella sua opera d’architectura, chelle misure dell’omo sono dalla natura disstribuite in quessto modo … Settu apri tanto le gambe chettu chali da chapo 1/14 di tua altez(z)a e apri e alza tanto le bracia che cholle lunge dita tu tochi la linia della somita del chapo, sappi che ‘l cientro delle stremita delle aperte membra fia il bellicho. Ello spatio chessi truova infralle gambe fia triangolo equilatero»

L’apertura alare, cioè l’esteso raggio delle sue braccia, unito alla sua altezza e atleticità nel salto lo rende capace di sovvertire ruoli e schemi. Non sarà l’uomo vitruviano, anche se alto quanto largo,  ma nel basket prima di Giannis era inconcepibile pensare ad un giocatore alto quanto un pivot ma agile quanto un Michael Jordan. L’avvento di Giannis ha stabilito un nuovo paradigma per l’NBA e per il basket: nessuno prima di lui aveva altezza, forza, lunghezza, agilità, visione di gioco, e quella passione in campo. Quando entra sotto canestro ha spesso una maschera di foga, “È più divertente così, io arrivo e basta, non si chiede mica il permesso“. Ogni stagione migliora, ogni riferimento precedente viene superato. Tant’è che nel 2017 Giannis è votato dalla NBA Giocatore Più Migliorato.

 

 

E quest’anno 2018-2019 ha portato i Milwaukee Bucks ad essere la squadra della NBA con i migliori risultati, vincendo la Conferenza Est in cui milita. Mentre scrivo Giannis e i Bucks sono impegnati nei Playoff contro i Boston Celtics, Bucks avanti nella serie 2-1.

 

 

Milwaukee, città del Wisconsin di un milione e mezzo d’abitanti, è famosa per poc’altro che la fabbrica delle Harley-Davidson e le birrerie Miller, Pabst e Schlitz. L’ex-proprietario dei Bucks che portò Giannis a Milwaukee, Herb Kohl, denigrato dal leader di Alba Dorata, Michaloliakos, per essere l’ “ebreo che porta via dalla Grecia” un grande atleta, a sua volta acquistò il club per evitare che una cordata concorrente trasferisse la squadra da Milwaukee ad una nuova città, dato il suo affetto per la comunità.

Antetokounmpo ama sfacciatamente Milwaukee. È una città che, nonostante una serie di squadre di successo negli anni ’80, e una squadra che perse le Finali NBA per una partita nel 2001, non ha mai completamente superato le etichette di “provinciale” e di “fuori moda”, che gli furono appioppate quando il miglior giocatore della storia di Bucks – Kareem Abdul-Jabbar, all’epoca Lew Alcindor – voltò le spalle alla squadra e andò a giocare, nel 1975, nel perenne glamour dei Los Angeles Lakers.

 

  Lo skyline di Milwaukee si affaccia sul Lago Michigan

 

Dal canto suo Giannis, in una recente intervista, si è spinto fino al punto di affermare che il dove gioca influenza direttamente come gioca.

“Sono un ragazzo di basso profilo. Non mi piacciono tutte queste città appariscenti come Los Angeles o Miami. Non so se potrei essere lo stesso giocatore se giocassi in quelle città “.

Antetokounmpo è nel primo anno di un prolungamento di quattro anni di contratto, $ 100 milioni – $ 11 milioni in meno del massimo che avrebbe potuto firmare – ma i Bucks sanno bene che le squadre là fuori stanno già pianificando le loro partiture per tentare il reclutamento di Giannis nell’estate del 2021.

Ha già detto che vuol rimanere a lungo a Milwaukee, quando ha twittato a luglio, per la gioia di ogni cittadino di Milwaukee, “ho la lealtà nel mio DNA“.

Per comprendere il legame che ha subito definito il rapporto con la città, basterebbe questa storia twittata da un giornalista locale:

 

 

Troppo folkloristica l’immagine di un Giannis che corre per la strada per arrivare in tempo alla partita? È difficile trovare le affinità che legano un individuo differente in tutti i sensi (dimensioni, colore, paesi d’origine) ad una comunità di un milione e mezzo di estranei. Nel preparare questo blog sono stati inclusi i seguenti

 tag: famiglia, comunità, tribù, squadra, ambizione, passione, miglioramento, semplicità, umiltà, abnegazione, lavoro, allenamento, pazienza, impegno;

fanno tutti parte della storia di Giannis Antetokounmpo. La preparazione di un pezzo da pubblicare online, per un blogger, include la segnalazione di “parole chiave” nel testo. Questo per agevolare l’associazione del pezzo a quei vocaboli, al fine di facilitarne la riconoscibilità. Le parole chiave sopraccitate sono tanto i tag di questo articolo, quanto una sintesi delle cose che hanno reso possibile la storia di Giannis, e il legame di reciproca adozione che si è andato stabilendo tra lui e Milwaukee.

Il tessuto connettivo che collega quest’uomo, la squadra e la città è avvolgente, e per chi conosce il basket a livello professionistico, o specificamente l’ NBA, apprezzerà quanto fragile sia la durata di un giocatore in una città nello sport. Il legame tra Giannis e Milwaukee è forse solo superato dai due decenni di continuità di Nowitzki a Dallas, o forse dalle profonde responsabilità condivise a San Antonio da Tony Parker e Manu Ginobili. Milwaukee non è stata semplicemente lo sfondo per l’ascesa fiabesca di Antetokounmpo; è stata praticamente CASA per tutta la sua famiglia, tranne i primi mesi della sua nuova vita nella N.B.A..

Antetokounmpo ammette, inoltre, che l’inaspettata morte di suo padre nel 2017 lo ha spinto più che mai ad appoggiarsi alla sua città adottiva. E nel periodo di lutto, “Sento l’amore della città ogni giorno che passo sul parquet“, ha detto Giannis Antetokounmpo. “Per me, per quello che sto passando adesso, lo apprezzo ancora di più.”

 

Giannis in Grecia nel 2011

 

Charles e Veronica Antetokounmpo, trasferitisi dalla Nigeria in Grecia come immigrati privi di documenti nel 1991, alla ricerca di una vita migliore, ottenero i documenti necessari per trasferirsi a Milwaukee insieme ai due fratelli più giovani di Giannis a metà della sua stagione da principiante. Kostas Antetokounmpo è una matricola all’università di Dayton ora, ma il resto della famiglia si è trasferito in un nuovo condominio del centro all’inizio della stagione 14-15, con Giannis e Alexandros Antetokounmpo (al secondo anno delle superiori) al quinto piano, e Charles e Veronica al quarto.

Dopo anni di stenti e sforzi ben documentati per la famiglia in una parte settentrionale di Atene, Milwaukee gli è parsa idilliaca, quasi come fu ritratta nella serie “Happy Days” con Fonzie, dove nemmeno gli inverni gelidi possono sminuire il calore umano che riescono a generare come gruppo.

Charles è morto a Milwaukee nel settembre 2017, all’età di 54 anni, circondato da tutta la famiglia.

“Venendo in Grecia volevano un futuro migliore e una vita migliore”, ha detto Giannis nel 2013 dei suoi genitori. “Eppure, anche venendo in Grecia, non hanno avuto una vita migliore, la vita era ancora difficile, mia madre non è mica giovane, e anche mio padre. La vita era difficile per loro “. Per 20 anni sono stati illegali”, continua, senza amarezza nella voce, “È molto difficile vivere per 20 anni senza documenti, molto, molto difficile, hai figli e devi uscire e lavorare senza documenti, in qualsiasi momento i poliziotti possono fermarti e dirti di andar con loro, e mandarti a forza di nuovo nel tuo paese.”
“Per me, i miei genitori, sono degli eroi”.

Subito dopo la morte di Charles, Mamma Veronica, si è trasferita su temporaneamente per stare con i suoi figli al quinto piano.

 

Testa Yoruba in terracotta del 1° secolo

 

Sono cresciuto in una casa nigeriana“, ha detto Giannis. “Ovviamente, sono nato in Grecia e sono andato a scuola in Grecia. Ma alla fine della fiera quando torno a casa, non c’è cultura greca. È una cultura nigeriana di alto livello. Riguarda la disciplina, si tratta di rispettare i tuoi anziani, avere delle morali “.

Veronica Antetokounmpo ha da sempre parlato con i suoi figli nella lingua nigeriana di Igbo, che è una delle quattro lingue ufficiali nigeriane, ed è parlata da circa 18 milioni di persone in Nigeria e Guinea equatoriale, secondo diversi siti web.

Lo capisco solo un po’. Posso contare. Non è che io lo parli“, ha detto Antetokounmpo dell’Igbo. “Entrambi i miei genitori vengono dalla Nigeria. Ma la Nigeria ha qualcosa come 250 lingue, quindi mia madre e mio padre non parlavano la stessa lingua “.
Voglio vedere da dove viene la mia famiglia, dove è cresciuta mia madre, vedere la mia famiglia, vedere dove è cresciuto mio padre. Questo è molto importante. Spero che i miei figli possano fare la stessa cosa per me “, ha detto Antetokounmpo. “Ovviamente, avrò figli che cresceranno negli Stati Uniti, ma un giorno spero che possano tornare [in Grecia] e visitare e vedere dove sono cresciuto, il campetto in cui giocavo“.

 

  Giovani tifosi ad una partita a Milwaukee

 

Sono sicuro che i nigeriani sono molto orgogliosi di lui, soprattutto per il modo in cui ha condotto se stesso e per come sta dominando il campionato“, ha detto l’ex-campione Olajuwon, anche lui d’origini Yoruba. “Ha dimostrato moltissimo in così poco tempo.” Del suo aver ottenuto anche il passaporto nigeriano nel 2015, Giannis afferma: “È importante. Fa parte di chi sono io. Entrambi i miei genitori sono nigeriani. Volevano che lo prendessi. Volevo averlo, così l’ho preso.

Non importa cosa la gente possa credere a causa del mio soprannome. Molte volte quando ero in Grecia, la gente diceva: “Non sei greco. Sei nigeriano perché sei nero. ” Ma poi ci sono state molte volte in cui è successo il contrario, quando la gente diceva:” Non sei africano. Sei greco sei “The Greek Freak“. Ma non mi interessa davvero. In fondo, so chi sono e da dove vengo. Questo è tutto ciò che conta per me.

 

Sa chi è, si chiama Giannis Antetokounmpo, si pronuncia Yannis, gli amici lo chiamano Yannie. Ma la madre lo chiama Ugo.

 

 

 

  Video : Spot greco - Giannis Antetokounmpo, vi dirò cos'è il basket

 

 

       Video : Giannis Antetokounmpo - L'ascesa del freak greco

 

 

 

Fonti:

Giannis Antetokounmpo Bucks NBA Playoffs

Giannis Antetokounmpo NBA Statistics

Giannis Antetokounmpo on Milwaukee

Chris Mannix Twitter

The Indescribable Greatness of Giannis Antetokounmpo

Greek Freak wants to go back to his roots

Giannis Antetokounmpo – wiki

Yoruba People

 

 

 

 

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