Crudeltà e orrore sono connaturate all’uomo o vengono apprese? Adam Hochschild ci racconta un viaggio in una terra martoriata, lungo il suo fiume più importante, durante il quale si incontrano i personaggi realmente vissuti (George Washington Williams e Joseph Conrad) le vite dei quali si intersecano tra realtà e finzione con quella di uno dei protagonisti del celebre romanzo di Conrand (“Cuore di tenebra”): il signor Kurtz, divenuto nella trasposizione filmica, il Colonnello Kurtz di “Apocalypse Now”. Il tutto inserito nel contesto di uno dei genocidi più atroci della storia del mondo.

 

(Si consiglia a chi poco conosce la storia del Congo Belga di non saltare la lettura di questo link: importante per capire che tutto quanto è compreso nel testo di Hochschild che segue e nelle appendici, quando non tratta l’opera letteraria di Conrad,  si riferisce a situazioni ed eventi storici realmente accaduti, anche se da pochi conosciuti.)

 

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Capitolo 9

INCONTRARE KURTZ

Da “Gli spettri del Congo(“King Leopold’s Ghost”) di Adam Hochschild
(Traduzione Redazione Modus)

Incontrare Kurtz

All’inizio d’agosto 1890, alcune settimane dopo aver scritto la sua furiosa “Lettera aperta al re Leopoldo II”, George Washington Williams aveva finito il lungo viaggio di ritorno lungo il fiume Congo fino alla stazione di Kinshasa, presso la Palude di Malebo (un tempo nota come Stanley Pool, N.d.R).

 

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Prigionieri della Compagnia di Caucciù Anglo-Belga con mani tagliate - 1904
 e a destra George Washington Williams
 (cliccare immagini per miglior risoluzione)

 

Forse nelle acque della palude, o quando era ancorato sulla riva del fiume a Kinshasa, è probabile che il battello a vapore di Williams si sia incrociato con una barca, il Roi des Belges, che era all’inizio del suo viaggio a monte, una lunga barca squadrata con ruota poppiera, con ciminiera e cabina di pilotaggio sul suo ponte superiore. Se Williams fosse riuscito a intravedere l’equipaggio dell’altra barca, avrebbe visto un ufficiale tarchiato, con barba nera, con degli occhi che sembrano, nelle fotografie che abbiamo, come se fossero permanentemente socchiusi contro il sole tropicale. Appena arrivato nel Congo, il giovane ufficiale sarebbe stato al fianco del capitano per l’intero viaggio a monte, imparando a conoscere il fiume per poi prendere il comando del piroscafo lui stesso.

 

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 I fiumi e le ferrovie del Congo - 1907, il fiume Congo è tracciato in rosso
                  (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

L’ufficiale apprendista era per molti versi l’archetipo dei bianchi che venivano nel Congo in questo periodo: giovane maschio non sposato, che aveva bisogno di un posto di lavoro, con una propensione per l’avventura e alcuni problemi nel suo passato. Konrad Korzeniowski, nato in Polonia, era cresciuto con l’immagine dell’Africa, sulla base del fascino nebbioso di chi è ignaro: “Quando avevo nove anni o, giù di lì … mentre guardavo una mappa dell’Africa del tempo, misi il dito sullo spazio vuoto che allora rappresentava il mistero irrisolto di quel continente, e dissi a me stesso.. ‘Quando, sarò grande andrò lì. ‘ ”  Nella sua gioventù, in parte trascorsa in Francia, aveva avuto problemi di debiti, si era dilettato, diceva, nel contrabbando d’armi, e aveva anche tentato il suicidio. Aveva trascorso poi più di una decade come ufficiale di una nave della marina mercantile britannica, imparando l’inglese lungo la strada, senza perdere mai il suo pesante accento polacco. Nei primi mesi del 1890 Korzeniowski aveva cercato invano di ottenere  una cuccetta di capitano in mare. Dopo una ricerca di lavoro a Londra, città piena del chiacchiericcio della spedizione Emin Pascià appena completata e organizzata da Stanley, cominciò a pensare di nuovo alla terra esotica delle sue fantasie infantili. Andò a Bruxelles, fece domanda per lavorare sul fiume Congo, e ritornò in Belgio per il suo decisivo colloquio di lavoro proprio mentre Stanley stava finendo la sua visita di gala alla città.

 

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     Re Leopoldo II del Belgio (1835 - 1909) e una caricatura tedesca
                  (cliccare immagini per miglior risoluzione)

 

Nelle conversazioni svoltesi prima che iniziasse il suo nuovo lavoro, il trentaduenne Korzeniowski aveva dimostrato che credeva, come quasi tutti in Europa, che la missione di Leopoldo in Africa fosse il nobile scopo di “civilizzare” un luogo che tale non era. Poi disse addio ai suoi parenti e navigò verso il Congo sulla nave che trasportava il primo lotto di rotaie e traversine per la nuova ferrovia. Come altri uomini bianchi diretti verso l’interno, insieme ad una carovana di facchini neri, doveva prima fare il lungo viaggio da Matadi girando intorno alle rapide del fiume. Una volta raggiunto il fiume, finalmente, riempiva il suo diario con le note tipiche di un marinaio tutto praticità e navigazione, scrivendo lunghe annotazioni sulle secche, sui punti di rifornimento, e su altre voci non incluse nelle primitive carte nautiche disponibili. Sarebbe passato quasi un decennio prima che l’aspirante capitano di piroscafo riuscisse a mettere su carta le altre caratteristiche del Congo non visualizzate sulla mappa, e da quel momento, naturalmente, il mondo lo avrebbe conosciuto come Joseph Conrad.

Aveva trascorso in tutto circa sei mesi nel Congo, portando con sé il manoscritto incompleto del suo primo romanzo. Il viaggio di apprendistato di mille settecento chilometri a monte, dalla Palude di Malebo alle Cascate Boyoma  (precedentemente Stanley Falls, N.d.R.), richiedeva solo quattro settimane, un viaggio veloce per l’epoca. Banchi di sabbia, rocce e secche rendevano difficile la navigazione del fiume, soprattutto nella risalita, nella stagione secca, in cui si trovava. “Il tonante borbottio delle cascate di Stanley era sommesso e appeso nella pesante aria della notte prima dell’ultimo tratto navigabile del Congo Superiore…” In seguito scriveva, “e ho detto a me stesso con timore, ‘Questo posto è la fine del mio vanto fanciullesco:…!’ Che fine alle realtà idealizzate dei sogni ad occhi aperti di un ragazzo.”

 

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Joseph Conrad ed il Roi des Belges, il battello sul quale Conrad navigò il Congo
                    (cliccare immagine per miglior risoluzione)

Incontrare Kurtz

Alle Cascate Boyoma, sia Conrad che il capitano della nave a vapore si ammalarono. Conrad recuperò prima, e nella parte del viaggio di ritorno a valle – andando con la corrente, la barca viaggiava quasi due volte più veloce di prima – era al comando del Roi des Belges. Ma un paio di settimane dopo che il viaggio si era concluso, annullò il suo contratto e iniziò il lungo viaggio di ritorno verso l’Europa.

 

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La Palude di Milago (Stanley Pool), Kinshasa / Leopoldville, e il Fiume Congo
                    (cliccare immagini per miglior risoluzione)

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Diverse amare delusioni avevano sgonfiato i sogni di Conrad. All’inizio, cominciò male con un funzionario della società per la quale stava lavorando, il che significava che, dopo tutto, non avrebbe guadagnato il comando di una nave a vapore. Poi, dopo essere arrivato a valle, si ammalò di nuovo di malaria e dissenteria e dovette passare la convalescenza in una stazione missionaria battista americana presso la Palude di Malebo, sotto le cure di un medico missionario scozzese. Ne uscì così debole che dovette essere trasportato verso la costa, non riuscendo più a recuperare completamente la sua salute. Infine, era così sconvolto dalla cupidigia e dalla brutalità che aveva visto tra gli uomini bianchi nel Congo che il suo punto di vista sulla natura umana cambiò definitivamente. Disse, una volta, al suo amico il critico Edward Garnett, che prima di aver trascorso i suoi sei mesi in Africa non aveva mai avuto “un sol pensiero nella sua testa.”

 

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            Il battello a vapore di Marlow risale il fiume, verso Kurtz.
   Bozzetto della story board - 1940 , schizzo a matita, del progetto
    incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                 al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"

 

Dopo aver rimuginato sulla sua esperienza nel Congo per otto anni, Conrad la trasformò in “Cuore di tenebra”, probabilmente il romanzo breve in inglese più ampiamente ristampato. Gli appunti nautici del taccuino ufficiale della sua nave – “Passaggio a Lulonga …. N da E a NNE a babordo. Scandaglio a braccia: 2, 2, 2, 1, 1, 2, 2, 2, 2. “- diventarono quella prosa ormai insuperata da qualsiasi altro viaggiatore-scrittore del Congo nel corso degli anni:

Risalire quel fiume era come viaggiare a ritroso verso i più remoti primordi del mondo, quando la vegetazione invadeva la terra e i grandi alberi ne erano sovrani.  Un corso d’acqua deserto, un silenzio profondo, una foresta impenetrabile. L’aria era calda, spessa, greve, ferma. Nella luce del sole non brillava gioia alcuna. Lunghi tratti d’acqua correvano, deserti, nel buio di lontananze ombrose. Sulle rive argentate ippopotami e alligatori si crogiolavano al sole fianco a fianco. Nei punti più ampi, le acque scorrevano tra una quantità di isolotti boscosi, su quel fiume ci si poteva smarrire come in un deserto, si sbatteva per giornate intere nelle secche alla ricerca di un canale navigabile finché non si aveva la sensazione di esser vittime di un incantesimo e tagliati fuori da tutto quel che era noto un tempo – chissà dove – lontano – forse in un altra vita.

Marlow, il narratore di “Cuore di tenebra” e l’alter ego di Conrad, viene assunto da una società di commercio d’avorio per navigare su un battello a vapore lungo un fiume senza nome la cui forma sulla mappa assomiglia ad un immenso serpente con la testa nel mare, mentre il corpo in riposo formava un’ampia curva su una vasta regione e la coda si perdeva nella profondità della terra.”  La sua destinazione è un avamposto dove è di stanza il brillante ed ambizioso agente della società, il Signor Kurtz. Anche se Kurtz aveva raccolto quantità leggendarie di avorio, Marlow scopre lungo la strada che corre voce che Kurtz sia sprofondato in una barbarie indefinita.

 

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                  Il battello a vapore di Marlow risale il fiume
    Bozzetto della story board - 1940 , incisione su legno, del progetto
    incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"
                (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Il piroscafo su cui viaggia Marlow sopravvive ad un attacco da parte di neri e carica una partita d’avorio ed il Signor Kurtz ammalato; Kurtz, parlando dei suoi grandiosi piani, morirà a bordo durante il viaggio a valle.

Tracciata con pochi colpi audaci, l’immagine di Kurtz è comunque rimasta nella memoria di milioni di lettori: il solitario agente bianco addentro al grande fiume, con i suoi sogni di grandezza, la sua grande scorta di avorio prezioso, e il suo feudo ricavato dalla giungla africana. Forse più di ogni altra cosa, ci ricordiamo Marlow sul battello a vapore, che guarda attraverso dei binocoli a quelli che pensa siano pomelli ornamentali in cima alla staccionata davanti alla casa di Kurtz – per poi scoprire che ciascuno è “nero, rinsecchito e infossato, la testa con le palpebre chiuse era sempre là, come addormentata in cima a quel palo e, con le labbra secche e raggrinzite che lasciavano scoperta la sottile fila bianca dei denti. ”  

 

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             Le teste tagliate sulla staccionata della casa di Kurtz
    Bozzetto della story board - 1940 , incisione su legno, del progetto
    incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"
                (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Insegnanti delle scuole superiori e professori universitari che hanno discusso questo libro in migliaia di classi nel corso degli anni tendono a farlo in termini di Freud, Jung e Nietzsche; del mito classico, dell’innocenza vittoriana, e del peccato originale; del postmodernismo, postcolonialismo, e post-strutturalismo. I lettori europei e americani, imbarazzati dall’entità genocida delle uccisioni in Africa alla fine del secolo, hanno sganciato “Cuore di tenebra” dai suoi ormeggi storici. Lo leggiamo come una parabola per tutti i tempi e luoghi, non come un libro su un tempo e un luogo specifici. Due delle tre volte che la storia è stato filmata, in particolare nel film di Francis Ford Coppola “Apocalypse Now”, non era nemmeno ambientata in Africa. Ma Conrad stesso ha scritto, ” ‘Cuore di tenebra È esperienza … spinta un po’ (e solo molto poco) al di là dei fatti reali del caso.” Quali che siano i ricchi livelli di significato del libro in termini letterari, per i nostri scopi ciò che conta è la precisione e il dettaglio con cui viene descritta l’ “effettività del caso”: il Congo di Re Leopoldo nel 1890, proprio nel momento in cui iniziava seriamente la valorizzazione del territorio.

 

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Punizione con la chicotte su un prigioniero, notare le catene in basso a sinistra
                    (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Nel romanzo Marlow, come aveva fatto anche Conrad, inizia il suo viaggio con la lunga passeggiata per girare intorno alle rapide: “Un lieve tintinnio dietro di me mi fece volgere il capo. Sei neri in fila si inerpicavano su per il sentiero. Camminavano rigidi e lenti, tenendo in equilibrio sulla testa delle ceste piene di terra, e il tintinnio segnava il tempo dei loro passi… Le loro costole si distinguevano una a una, le giunture delle loro membra sembravano i nodi di una corda; ciascuno aveva un collare di ferro intorno al collo e tutti erano legati a una catena i cui anelli, dondolando assieme, tintinnavano ritmicamente.” Questi erano gli operai che iniziavano a lavorare sulla ferrovia di Leopoldo.

Poche pagine più avanti, Marlow descrive un punto in cui alcuni lavoratori affamati della ferrovia avevano strisciato per andare a morire. Più in là lungo il sentiero, vede, “Ogni tanto un portatore morto sotto il peso, steso tra l’erba alta presso la pista, con accanto la sua zucca per l’acqua, vuota, e il suo lungo bastone. ”  E fa notare il corpo misterioso “di un nero di mezza età, con un foro di pallottola in fronte.” Questa è semplicemente una descrizione di ciò che Conrad aveva visto durante la sua passeggiata intorno alle rapide della Palude di Malebo; in un nota del suo diario il 3 luglio 1890, osserva: “incontrato un ufficiale dello Stato che faceva una ispezione; pochi minuti dopo ho visto in un campeggio il cadavere di un Backongo. Sparato? Odore orrido.”  Il giorno seguente: “Ho visto un altro corpo morto disteso lungo il percorso in un atteggiamento di quiete meditativa.”  E il 29 luglio: “Sulla strada passato oggi uno scheletro legato a un palo.”

 

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Nsala, del distretto di Wala, guarda la mano e piede recisi a sua figlia Baoli di
cinque anni, vittima delle milizie della Compagnia di Caucciù Anglo-Belga (ABIR)
                   (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Durante l’escursione intorno alle rapide, Marlow descrive anche come le persone erano fuggite per evitare di essere arruolati come portatori: “La popolazione se n’era andata da tanto tempo. Che volete, se una banda di neri misteriosi, muniti di ogni specie di armi spaventose, si mettesse tutt’a un tratto a percorrere la strada che da Deal porta a Gravesend, acciuffando i contadini a destra e a manca per caricarli di pesi enormi, credo che le fattorie e le cascine di quei paraggi si vuoterebbero tutte in un baleno. Solo che laggiù erano sparite anche le case. Però attraversai anche dei villaggi abbandonati.”  Anche questo era stato visto da Conrad stesso. I portatori della carovana di cui il romanziere faceva parte arrivarono vicino all’ammutinamento durante il viaggio. Solo tre anni e mezzo dopo, una feroce rivolta sarebbe scoppiata lungo questo stesso percorso, quando il capo Nzansu ed i suoi uomini combatterono la loro lunga e perdente battaglia contro la Force Publique (l’armata di Re Leopoldo, N.d.R.) .

Nel descrivere le carovane di facchini che camminavano lungo questo percorso, Marlow fornisce una sintesi frizzante dell’economia leopoldina: “un profluvio di manufatti, tessuti di cotone di scarto, perline e grani di vetro, filo di ottone, spedito nel cuore delle tenebre, da dove, in cambio, sgorgava un prezioso rivolo d’avorio .”  Nel 1890, questo era ancora il bene più prezioso della colonia. “La parola ‘avorio’ risuonava nell’aria, sussurrata, sospirata. Si sarebbe detto che le rivolgessero delle preghiere “, dice Marlow. Egli cita anche il sistema di provvigioni per gli agenti di Leopoldo: “L’unico sentimento autentico era il desiderio di venire assegnati a un centro in cui passasse l’avorio, per poter guadagnare delle buone percentuali. “

 

   Le Cascate Boyoma (Stanley Falls), allora il terminus del Congo navigabile
                   (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Conrad rimase fedele ai fatti reali nella creazione del carismatico assassino al centro del suo romanzo, forse il “cattivo” letterario più famoso del ventesimo secolo. Il Sig. Kurtz era chiaramente ispirato da diverse persone reali, tra i quali Georges Antoine Klein, un agente francese per una società della raccolta dell’avorio alle Cascate Boyoma. Klein, fatalmente malato, morì a bordo di una barca, come succede a Kurtz  nel romanzo, mentre Conrad stava pilotando il Roi des Belges lungo il fiume. Un altro modello più vicino a Kurtz di carattere era il maggiore Edmund Barttelot, l’uomo che Stanley aveva lasciato al comando della colonna di retroguardia della spedizione Emin Pascià. Era Barttelot, ricordiamo, che era uscito pazzo, iniziando a mordere, frustare, e uccidere le persone, e che fu infine ucciso. Ancora un altro prototipo di Kurtz era un belga, Arthur Hodister, famoso per il suo harem di donne africane e per la raccolta di grandi quantità di avorio. Hodister alla fine si mosse in modo troppo muscoloso e aggressivo nel territorio dei signori della guerra afro-arabi locali e dei commercianti d’avorio, e fu poi da loro catturato e decapitato.

 

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     Leon Rom, agente e commissario della corona a Matadi, ufficiale della
    Force Publique, le forze armate mercenarie nel Congo Belga, e possibile
        matrice per Conrad nel creare il personaggio del Sig. Kurtz.

 

Tuttavia, la legione di biografi e critici di Conrad ha quasi completamente ignorato l’uomo che più di tutti si avvicina a Kurtz … La cappa e spada del Capitano Leon Rom della Force Publique. È da Rom  che Conrad potrebbe aver preso la caratteristica abitudine del suo ‘cattivo’: la collezione di teste mozze africane che circondano la casa di Kurtz.

 

La ‘Stazione Interna’ di “Cuore di tenebra”, il posto che Marlow guarda attraverso il binocolo solo per scoprire la raccolta di Kurtz delle teste rimpicciolite di ‘ribelli’ africani: è vagamente basata sull’avamposto alle Cascate Boyoma. Nel 1895, cinque anni dopo che Conrad aveva visitato il luogo, Leon Rom era il capo della stazione. Un esploratore-giornalista britannico che aveva attraversato quell’anno le Cascate Boyoma descrisse le conseguenze di una spedizione militare punitiva contro alcuni ribelli africani: “Sono state prese molte donne e bambini, e ventuno teste sono state portate alle cascate, queste sono state utilizzate dal capitano Leon Rom come decorazione intorno ad una aiuola di fronte alla sua casa!”  Se Conrad avesse perso questo resoconto, che apparve nel Century Magazine, di buona tiratura e seguito da un grande pubblico, quasi certamente l’avrebbe notato quando il Saturday Review, un rivista che ammirava e leggeva con fedeltà, ripeté la storia nel suo numero del 17 dicembre 1898. Tale data era a distanza di pochi giorni da quando Conrad cominciò a scrivere “Cuore di tenebra”.

 

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Risalito il fiume, Marlow arriva alla Stazione Interna e incontra il Sig. Kurtz.
    Bozzetto della story board - 1940 , incisione su legno, del progetto
   incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"
                (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

Inoltre, nel Congo, Rom e Conrad possono essersi incontrati.
Il 2 agosto, 1890, Conrad, accompagnato da un altro uomo bianco e una carovana di facchini, terminò il suo viaggio di un mese dalla costa. Otto chilometri prima che la sua carovana raggiungesse il villaggio di Kinshasa presso la Palude di Malebo, dove il Roi des Belges stava aspettando, si doveva passare attraverso l’avamposto vicino di Leopoldville. Queste due collezioni di edifici coi tetti di paglia erano solo ad un’ora e mezza di cammino tra loro. (Ben presto crebbero fino a fondersi in una sola città, chiamata Leopoldville dai belgi e Kinshasa oggi.) Quando la carovana di Conrad, arrancava lungo un sentiero nei pressi del fiume, e passava attraverso Leopoldville, il capo della stazione d’allora era proprio Leon Rom.

 

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Il porto di Kinshasa (Leopoldville) - 1917
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Conrad non fece alcuna nota nel suo diario il 2 agosto, e il quaderno di Rom, che con mano calligrafica registra fedelmente qualsiasi incursione o campagna che avrebbe potuto garantirgli un’altra medaglia, non menziona spedizioni da Leopoldville in quel periodo. Se Rom era a portata di mano, egli avrebbe certamente accolto una carovana con nuovi arrivati ​​europei, perché c’erano solo poche decine di uomini bianchi a Leopoldville e Kinshasa, e quelli nuovi non arrivano tutti i giorni. Qualunque cosa, se non altro, detta o non detta, fosse passata tra Rom e Conrad non lo sapremo mai. La collezione di Rom di ventuno teste africane si trovava in un luogo e in un momento diverso, mezzo decennio nel futuro, ma quando Conrad lesse di Rom nel mese di dicembre 1898, è possibile che abbia fatto il collegamento al giovane ufficiale che aveva incontrato nel Congo.

 

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                 Marlow ascolta Kurtz sul battello a vapore.
   Bozzetto della story board - 1940 , incisione su legno, del progetto
    incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                 al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"
                 (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

“Cuore di tenebra” è una delle più feroci accuse dell’imperialismo in tutta la letteratura, ma il suo autore, curiosamente, si riteneva un imperialista convinto quandunque si trattasse dell’Inghilterra. Conrad riconosceva pienamente lo stupro del Congo da parte di Leopoldo per quello che era: “L’orrore L’orrore!” dice il suo personaggio Kurtz sul letto di morte. E la contro-figura di Conrad, Marlow, riflette sul come “la conquista della terra, che sostanzialmente consiste nello strapparla a quelli che hanno la pelle diversa dalla nostra o il naso leggermente più schiacciato, non è una cosa tanto bella da vedere, quando la si guarda troppo da vicino.”

 

Eppure, quasi nello stesso respiro, Marlow parla di come i territori britannici di colore rosso su una mappa del mondo erano “sempre belli da vedere, perché si sa che lì si lavora sul serio”; i colonialisti britannici sono stati “depositari di una scintilla del fuoco sacro” Marlow parlava per Conrad, il cui amore per il suo paese adottivo non conosceva limiti: Conrad riteneva che “la libertà … si può trovare solo sotto la bandiera inglese in tutto il mondo.” E nel momento stesso in cui denunciava la brama europea per le ricchezze africane nel suo romanzo, investiva in una miniera d’oro nei pressi di Johannesburg.

 

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 Joseph Conrad

 

Conrad era un uomo del tempo e del luogo in altri modi. Era stato, in parte, prigioniero di quello che Mark Twain aveva chiamato, in un contesto diverso, la “concezione dell’uomo bianco di esser meno selvaggio rispetto agli altri selvaggi.”
“Cuore di tenebra” è stato oggetto di alcuni giustificati attacchi in questi ultimi anni a causa della sua rappresentazione dei personaggi neri, che dicono non più di un paio di parole. In realtà, essi non parlano affatto: essi grugniscono; cantano; producono una “salmodia di magici incantesimi” e “un tumulto selvaggio e appassionato”; urlano “delle stringhe di parole stupefacenti che non assomigliavano al suono di alcuna lingua umana, e il mormorio profondo della folla, interrotto all’improvviso, era simile alle risposte di qualche satanica litania.”  Il vero messaggio del libro, ha sostenuto il romanziere nigeriano Chinua Achebe, è: “Tenetevi lontani dall’Africa, sennò!  Il Signor Kurtz … avrebbe dovuto ascoltare questo avvertimento e l’orrore che si aggirava nel suo cuore avrebbe mantenuto il proprio posto,  incatenato nella sua tana. Ma stupidamente si espose all’irresistibile fascino selvaggio della giungla ed ecco! l’oscurità lo ha scoperto.”

 

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"L'orrore... l'orrore ", Kurtz nel film di F.F. Coppola Apocalypse Now - 1979
interpretato da Marlon Brando   (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

 

Per quanto carico sia di razzismo vittoriano, “Cuore di tenebra” rimane, nella narrativa, il più grande ritratto degli europei nella corsa per l’Africa. Quando Marlow dice addio a sua zia prima di dirigersi verso il suo nuovo lavoro, lei mi parlava dello ‘svezzamento dai modi orribili di quei milioni d’ignoranti,’ fino a che, parola mia, mi son sentito alquanto scomodo. A quel punto mi son permesso di ricordargli che la Società seguiva lo scopo di lucro.” *
Gli uomini bianchi di Conrad si dedicano allo stupro del continente, nella convinzione di elevare la vita dei nativi, portando loro la civiltà, servendo “la nobile causa.”

 

Tutte queste illusioni sono incarnate nel personaggio di Kurtz. Egli è allo stesso tempo un micidiale collezionista di teste ed un intellettuale, “l’emissario della pietà, della scienza, del progresso.” E un pittore, il creatore di “un piccolo schizzo a olio, su tavola, che rappresentava una donna con la veste drappeggiata, gli occhi bendati, e una fiaccola accesa in mano” che Marlow trova alla Stazione Interna di Kurtz. E lui è un poeta e giornalista, autore, tra le altre opere, di un report di diciassette pagine- “vibrante di eloquenza… un bel saggio di scrittura” – alla Società Internazionale per la Soppressione delle Usanze Selvagge. Alla fine di questa relazione, piena di nobili sentimenti, Kurtz scarabocchia in una mano tremante: “Sterminare tutti questi bruti!”

 

Nelle pretese intellettuali di Kurtz, Conrad aveva catturato una caratteristica espressiva della penetrazione bianca del Congo, dove la conquista con penna ed inchiostro così spesso confermava la conquista con fucile e mitragliatrice. Da quando Stanley si era fatto strada, sparando, lungo il fiume Congo e poi prontamente scrivendo un best -seller di due volumi, collezionisti d’avorio, soldati, ed esploratori avevano cercato di imitarlo, nei libri e in migliaia di articoli per le riviste delle società geografiche e di esplorazione coloniale che erano così popolari alla fine del XIX secolo quanto oggi lo è il National Geographic negli Stati Uniti. Era come se l’atto di mettere l’Africa su carta fosse la prova definitiva della superiorità della civiltà europea. Questo aspetto di Kurtz è un altro motivo per sospettare che, nella creazione del personaggio, Conrad sia stato in parte ispirato da Leon Rom. Abbiamo visto che Rom si riteneva un entomologo in erba. Era anche un pittore, quando non occupato con la raccolta di farfalle o teste umane, aveva fatto ritratti e paesaggi, di cui cinque sopravvivono oggi in un museo belga, più interessante di tutte, era anche uno scrittore.

Nel 1899, Rom, allora ritornato in Belgio, aveva pubblicato un libro di suo. “Le Nigre du Congo” è un libercolo un po’ strano -disinvolto, arrogante, e genericamente superficiale. Brevi capitoli trattano ‘Le Nigre en general’: la donna di colore, il cibo, gli animali, la medicina locale, e così via. Rom era un appassionato cacciatore che aveva posato, giubilante, per una foto sopra ad un elefante morto, e il suo capitolo sulla caccia è lungo quanto l’insieme di quelli sulle credenze religiose congolesi, i rituali di morte, e soprattutto la successione dei capi tribù.

 

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Leon Rom, col fucile, dopo una caccia ad elefanti

 

La voce che si sente nel libro di Rom è molto simile alla voce che potrebbe usare il Sig. Kurtz mentre scrive il suo rapporto alla Società Internazionale per la Soppressione delle Usanze Selvagge. De la race noire, Rom, dice, “Il prodotto di uno stato senza cervello, i suoi sentimenti sono grossolani, le sue passioni grezze, i suoi istinti brutali, e, in aggiunta, è orgoglioso e vanitoso. L’occupazione principale dell’uomo nero, e quello a cui dedica la maggior parte della sua esistenza, si compone del distendersi su una stuoia nei caldi raggi del sole, come un coccodrillo sulla sabbia … l’uomo nero non ha alcuna idea del tempo, e, interrogato su questo tema da un europeo, generalmente risponde con qualcosa di stupido.”

 

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                        L'arringa di Kurtz prima di morire.
     Bozzetto della story board - 1940 , incisione su legno, del progetto
      incompiuto di Orson Welles per il suo primo film, "Cuore di tenebra",
                   al suo posto Welles realizzò "Quarto Potere"
                   (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

C’è molto di più su questa falsariga. Quando Rom descrive, per esempio, i congolesi arruolati per lavorare come facchini, dice che si sono divertiti splendidamente. Quando una carovana inizia a muoversi in mattinata, i facchini fanno un trambusto rumoroso, ognuno di loro cerca  con entusiasmo “di riuscire a trovare un posto di sua scelta nella fila, ad esempio, accanto a un amico con il quale può confidare i sogni della notte precedente o elaborare il menu, più o meno vario e delizioso, del pasto che avranno alla prossima fermata.”

A un certo punto, mentre era in Congo, Rom deve aver iniziato a pianificare il suo libro. Possibile che Rom, trovando che Conrad parlava perfettamente francese, abbia parlato con lui dei suoi sogni letterari? Forse Conrad aveva visto uno dei dipinti di Rom sulla parete a Leopoldville, proprio come Marlow vede uno di quelli di Kurtz ? O era pura coincidenza che il vero collezionista di teste – Rom – e l’immaginario collezionista di teste Kurtz erano entrambi pittori e scrittori? Non lo sapremo mai.

Ci sono molti altri parallelismi allettanti fra Leon Rom e il Sig. Kurtz. Nel romanzo, Kurtz riesce a “farsi adorare “ dagli africani della Stazione Interna: i capi strisciano sulla terra davanti a lui, la gente gli obbediscono con devozione servile, e una bella donna nera, a quanto pare, è la sua concubina. Nel 1895, un tenente della Force Publique confidò, disapprovando, al suo diario una situazione sorprendentemente simile che coinvolge un collega ufficiale:

“Fa soffrir la fame ai suoi agenti, mentre lui dà un sacco di cibo alle donne nere del suo harem (perché egli vuole agire come un grande capo arabo) ….
Infine, si è messo in alta uniforme, ha riunito a casa sua le sue donne, prendendo qualche pezzo di carta ed ha finto di leggere a loro che il re lo aveva nominato grande capo e che gli altri bianchi della stazione erano solo pesci piccoli … ha dato cinquanta frustate a una povera negra; perché non acconsentiva di essere l’amante di lui, poi la diede a un soldato.”

 

Ciò che è significativo è come il diarista introduce il suo racconto del funzionario: “Quest’uomo vuole giocare il ruolo di un secondo Rom.”

Infine, l’omicida Kurtz sembra riecheggiare un altro dettaglio che riguarda Rom. Quando Rom era capo della stazione alle Cascate Boyoma, il governatore generale aveva inviato una sua relazione a Bruxelles su alcuni agenti che “hanno la reputazione di avere ucciso masse di persone per futili motivi.”  Egli cita la nota aiuola fiorita di Rom circondata con teste umane, ed aggiunge: “Ha mantenuto eretta una forca in modo permanente di fronte alla Stazione!”

Non sappiamo se Rom usava già questi comportamenti, questi sogni di potere, d’omicidio, e di gloria, quando Conrad passava attraverso Leopoldville nel 1890, o se ne parlava solo. In ogni caso, il paesaggio morale di “Cuore di tenebra” e la figura oscura al suo centro sono le creazioni non solo di un romanziere, ma di un osservatore che con occhi aperti ha catturato lo spirito del tempo e del luogo con una acuta precisione.

 

 

 

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                            Gli eccidi dei dittatori.
   Leopoldo II, con 15 milioni di morti, quarto, è l'unico dell'ottocento
                     (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

“Cuore di tenebra” di Joseph Conrad in pdf

 

 

 

* Il profittatore più grande di tutti, Re Leopoldo II, non compare in “Cuore di tenebra”, anche se lo si trova in “Gli eredi”, il romanzo minore che Conrad completerà in seguito avendo come co-autore Ford Madox Ford. Uno dei suoi personaggi principali è il Duca di Mersch, dalla folta barba, che controlla il Protettorato della Groenlandia. La società del duca per la rigenerazione delle regioni artiche è dedicata ad elevare gli eschimesi arretrati portando loro una ferrovia, i vestiti adatti, e gli altri benefici della civiltà. Il duca ha investito in un giornale inglese, nel tentativo di acquistare la copertura favorevole alle sue attività “filantropiche”. “Abbiamo”, dice,“protetto gli indigeni, mantenuto i loro interessi più alti sempre presenti nelle nostre menti.” La Groenlandia del romanzo è ricca di petrolio e oro.

 

Appendice: Discorso di Leopoldo II ai missionari – 1883 in pdf

 

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 Nel 2015 fu annullata la commemorazione dei 150 anni del regno di Leopoldo II,
     un manifestante protesta a Bruxelles dipingendone la statua equestre.
                     (cliccare immagine per miglior risoluzione)

 

 

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