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Nessun dorma (sonni tranquilli)

 

Il Corriere della Sera, tra i grandi giornali, è l’unico che pubblica oggi una cartina riepilogativa di come sono andati i ballottaggi nelle principali città ove essi si sono svolti ieri: da essa si evidenzia che 13 dei 26 capoluoghi sono passati dal PD ad altri partiti e/o coalizioni (4 al centro-destra, 3 al M5S, 3 a liste civiche, 2 alla Lega ed 1 ad una lista di centro) mentre sono solo 2 i Comuni dove il PD ha sostituito l’amministrazione uscente; giova inoltre ricordare che erano 1.365 i comuni nei quali si andava a votare e che il PD ne amministrava la gran parte.

Detto questo, sarebbe del tutto irresponsabile non riconoscere che il risultato, al di là delle dichiarazioni preventive di Renzi, ha avuto una forte connotazione politica per tutta una serie di motivi:

  • Astensionismo elevatissimo: sono sempre meno le persone che vanno a votare ed anche se le amministrative, da sempre hanno meno scaldato i cuori degli elettori, è evidente che questo non può dipendere da altro se non da una sfiducia dei cittadini nei confronti della politica in generale.
  • Almeno nei capoluoghi di provincia, l’elemento “candidato” ha contato relativamente poco altrimenti non si comprenderebbe come un’insignificante ed incerta Raggi a Roma ed uno spento Merola a Bologna abbiano potuto vincere e, soprattutto, convincere.
  • Con questa bassa affluenza e la polarizzazione del voto su tre schieramenti, dove il PD va al ballottaggio con il M5S, perde in quanto gli elettori di destra esclusi, si schierano in massa contro il PD (e questo è un segnale importante per il Referendum di ottobre).
  • Il PD perde consistentemente forza elettorale nelle periferie delle grandi città e si mantiene stabile solo nei centri urbani: questo è sicuramente frutto della perdita di una parte dell’elettorato di sinistra il quale, però, anziché rivolgersi alla proposta politica più affine (un partito di sinistra), si schiera in massa con il Movimento che più incarna la protesta: il M5S.
  • Renzi iniziò la sua avventura politica con il motto della Rottamazione ma ha dovuto ben presto fare i conti con un partito che si è messo di traverso in parte consistente del suo establishment tradizionale; per contrastare le resistenze interne ha dovuto cercare accordi “collaterali” che lo hanno portato ad abbandonare parte del suo slancio (Verdini e Alfano non possono essere inseriti nella voce “rottamazione”). Di contro il M5S ha incarnato il nuovo con Raggi e Appendino le quali hanno avuto gioco facile contro due esponenti tradizionali di apparato come Fassino e Giachetti
  • L’accentramento gestionale in una sola figura (Renzi) di due incarichi importanti quali quello di Presidente del Consiglio dei Ministri e di Segretario del Partito Democratico, ha portato fatalmente ad un abbandono del tradizionale radicamento sul territorio da parte di quello che, da sempre, ne era stato il massimo esempio: il PD. Questo ha avuto come immediata conseguenza il decadimento della qualità di una classe politica che, evidentemente, fa fatica ad esprimere volti nuovi da contrapporre in queste occasioni.

Dato per scontato che già al primo turno Roma era evidentemente persa (chi avrebbe onestamente scommesso su Giachetti dopo ciò che era successo durante l’amministrazione Marino?), quella di Torino è stata una sorpresa perché Fassino, a detta dei commentatori, aveva amministrato bene e lo sconcerto evidenziato durante gli exit poll con quel “nooo” udito nel comitato per la rielezione, la dice tutta su quanto l’exploit del M5S fosse inatteso (anche se i margini al ballottaggio non erano certo confortanti). Ed è a Torino che, probabilmente, tutti i problemi evidenziati nei punti di cui sopra, vanno a sintesi perfetta; in una città amministrata da decenni, con un sindaco uscente del tutto decente, sia per storia personale che per risultati ottenuti nella città, il Partito Democratico perde malamente di fronte ad un M5S il quale se si eccettuano i dati eclatanti della conquista di Roma, altrove non ha fatto granchè.

E qui torna in campo l’astensionismo; se il PD non riesce a ricreare intorno a sé un po’ di entusiasmo ed a riportare la gente a votare, è possibile, anzi, del tutto probabile, che la competizione politica diventi difficile, specialmente nei confronti del M5S, giacchè è del tutto evidente che, a questo punto, c’è un elettorato perso che ha deciso di sposare le tesi del tanto peggio tanto meglio (quella dell’onestà, come la Raggi ha ampiamente dimostrato, è solo un misero specchietto per le allodole) ed una coalizione populista, raffazzonata, che va da Casapound a Salvini per chiudere il cerchio con Grillo, ha buone possibilità di catalizzare voti.  Nessun dorma (sonni tranquilli)

Dove ricercare consenso per il PD? C’è chi dice che l’unica strada sia riportare la barra decisamente a sinistra perché è evidente che a destra, di voti ormai non se ne prende più e se Berlusconi riesce a tirare fuori dal cilindro un nome adeguato, anche le prossime politiche potrebbero rivelarsi un calvario.   Nessun dorma (sonni tranquilli)

Io non credo che le cose stiano proprio così; l’astensionismo è in larghissima parte composto da persone le quali non si riconoscono più in nessuno dei partiti in gioco perché non accettano una rappresentanza a scatola chiusa, ma vogliono vedere fatti concreti e non proclami: si tratta di lavoratori dipendenti, ma anche imprenditori e professionisti, pensionati e disoccupati che ancora non hanno varcato la soglia della protesta tout-court. E sono la maggioranza del Paese, per quanto si voglia dire il contrario.     Nessun dorma (sonni tranquilli)

Agli occhi di parte di quest’elettorato, Renzi aveva rappresentato una novità non estremizzata, che aveva individuato nel cambiamento di classe politica e nel coraggio di affrontare anche dei tabù, un’alternativa possibile; se le cose non stessero così, i sondaggi sugli esiti del referendum di ottobre indicherebbero da mesi una forte prevalenza dei “no” rispetto ai “si” e invece c’è un equilibrio nel quale nessuno, credo, possa azzardare pronostici senza tema di smentita.        Nessun dorma (sonni tranquilli)

Nella sostanza il Referendum potrebbe anche far passare la riforma costituzionale; resta da vedere se, poi, sarà il Partito Democratico ad approfittare del premio di maggioranza che la nuova legge elettorale consente.

Per quanto riguarda Roma e Torino, credo che vada aperto un capitolo a parte: detto che la Appendino, a Torino, potrebbe anche avere la stoffa, a dispetto della giovanissima età, per riuscire a governare bene, temo che la Raggi a Roma mostrerà tutti i limiti personali e del movimento, di affrontare i problemi veri in una città che rappresenta il paradigma di un’Italia che chiede il cambiamento a gran voce, …………..a condizione che cambi il meno possibile.

 

Nessun dorma (sonni tranquilli)

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23 comments

  1. Por Quemada 22 giugno, 2016 at 15:45

    @ Genesis
    A parte il fatto che non si capisce cosa hai votato, no, io non ho nessuna verità in tasca, ma sono strafelice di non avere più le balle del PD, che è già un buon risultato.
    Quanto al resto, entrambi scriviamo di politica e di democrazia, magari devi ripassare tu, o pensi che sia escluso?

  2. Tigra 21 giugno, 2016 at 20:42

    Dove dovrebbe cercare consenso il PD?
    Tu Ludi dici non a sinistra, dove ne ha perso a bizzeffe, ma se fino ad ora a destra non ha trovato praterie, cosa si dovrebbe inventare di diverso per avere risultati in grado di spostare gli equilibri?
    In realtà il PD ha usufruito dell’effetto Renzi alle elezioni europee, e poi abbiamo assistito ad una continua deriva nell’astensione, e ad un lento ma progressivo recupero della destra, che è andato ad intaccare anche il più consolidato patrimonio del partito, quello degli enti locali, dove vinceva anche nel ventennio berlusconiano.
    E’ vero che oltre al lavoro dipendente, che sempre meno peraltro vota PD, c’è una vasta area, forse maggioritaria, di imprenditori, professionisti disoccupati e precari, ma in quest’area quelli che non sono di sinistra il PD non lo votano semplicemente perchè percepiscono, prima e meglio di altri, che le sue ricette non hanno funzionato e non funzionano, e se quello che non ottiene risultati fa pure il bullo, poi lo votano tutti malvolentieri.
    Oggi su Repubblica c’è un bellissimo articolo di Ezio Mauro, che spiega perchè chi semina vento raccoglie tempesta, e perchè Renzi si sta cacciando in una vicolo cieco; alla fine sostenere che tutto il male di questo paese viene dalla sinistra, prima che un falso storico, è una colossale scemenza.

  3. Luistella 21 giugno, 2016 at 09:19

    Che non sia stato un voto di protesta , non mi convince molto. Vedasi Torino dove Fassino e chi l’ha preceduto hanno governato bene. Non mi sembra tanto politico, visto che per poter vincere il M5S ha preso i voti di tutta la destra. Se ci fosse stato un partito neonazista, avrebbe preso anche quelli. Sto facendo un paradosso, ovviamente. Comunque se il PdC conviene con Grillo che è stato un voto politico, mi adeguo: Ubi maior … E a Torino, mi pare che la sindaca neoeletta sia persona migliore dell’altra, più capace di affrontare il governo di una città.
    Però lasciatemi dire che un po’ di senso di irresponsabilità ce l’hanno anche gli elettori che hanno votato in una direzione oppure, peggio, si sono astenuti. E’ vero che il Pd è pervaso da mille conflitti interni e che va a rincorrere le mucche dopo che è stata lasciata la porta della stalla aperta, ma rispetto ad altri “pericoli”, avrei preso una posizione diversa. Tanto più che Renzi, al quale vengono attribuite tutte le colpe, farà come dice un po’ di “chiarezza “all’interno di questo bendetto partito. Se non erro , il voto per le amministrative, deve essere una scelta sui candidati , sulla lista, certamente, ma soprattuttio sulla persona che si presenta. Faccio un esempio. A Nichelino, comune interland torinese, è andato al ballottaggio un esponente del PD contro uno che rappresenta un insieme di liste della sinistra più radicale. E ha vinto il secondo candidato, probabilmente perchè gli elettori hanno visto in lui persona capace a guidare il comune. Conosco persone che solo recentemente non sono più residenti a Nichelino e che non hanno una cultura di sinistra, in particolare radicale,mi hanno detto che se fossero stati ancora residenti, anche loro avrebbero votato per questo candidato.Non è così che deve essere lo spirito delle elezioni amministrative? O mi sbaglio? Naturalmente i mezzi di informazione, anche i Tg regionali, che in questo periodo, ce la mettono tutta per amplificare la situazione ( ieri sentivo una giornalista che parlava già di un PD che non esiste piu, nel senso quasi “fisico” del termine), di questo risultato elettorale, non ne hanno fatto cenno, se non per comunicare i dati numerici.

    • M.Ludi 21 giugno, 2016 at 09:38

      Permettimi di interloquire; il voto, qualsiasi esso sia, è legittimo, così come è legittimo andare a votare ma anche astenersi o consegnare una scheda bianca, e se uno di destra, pur di far perdere un candidato del PD, voterebbe anche a sinistra, sgnifica che si è stratificato un senso di odio che porta a queste conseguenze e chi questo odio ha nutrito, qualche considerazione dovrebbe farla (anche se temo che sia un pò tardi).
      Che il voto “contro” non sia foriero di grande qualità amministrativa, nel caso di Torino, lo vedo meno probabile perchè la Appendino pare essere preparata ed adeguatamente supportata; dispiace per Fassino che pare abbia ben amministrato ma così è. Per Roma il discorso è completamente diverso, sia per la qualità del nuovo Sindaco (che non pare eccelsa), sia per la tipicità di una città difficile, dove corruzione, malaffare e scarso senso civico non sembrano essere ingredienti inseribili in un menù di successo.

      • Luistella 21 giugno, 2016 at 11:29

        Nel caso che ho riportato, dal ballottaggio era già stata esclusa la destra. Il governo della cittadina era da tempo affidato al centro sinistra. Penso,conoscendo un pò la situazione, che in questo caso sia stata fatta una scelta in base alla fiducia data al candidato che ha vinto. Come, secondo me ,dovrebbe essere. E’ ben vero che tutti hanno il diritto di scegliere per chi votare oppure di astenersi. ma è anche legittimo il diritto di critica di chi vede le motivazioni di chi ha votato questo o un altro partito, solo per dispetto o per odio verso un altro (quasi sempre il PD). E’ significativo l ‘esempio di Novara, portato da Jar . Con simili motivazioni , un pò di legittima rabbia, ti viene.

    • Jair 21 giugno, 2016 at 09:45

      Al di fuori delle metropoli, il voto amministrativo probabilmente è legato più strettamente ai problemi locali. Il che non vuol dire che gli elettori di provincia facciano scelte più ponderate. Anch’io ricevo il TG regionale del Piemonte. Mi ha divertito un esempio della politica semplice ed egoista della provincia visto ieri sera: a Novara eletto sindaco inaspettatamente il candidato leghista, che ha battuto il sindaco uscente del Pd. Interviste del TG ai novaresi che spiegano il perchè: ” tolti troppi parcheggi e fatte troppe multe”…

    • Por Quemada 22 giugno, 2016 at 09:28

      Vedo che perdere fa male e me ne compiaccio, aspettavo questo momento, ma vedi Luistella, non è che i voti della destra quando vengono a voi vanno bene, e quando vengono al Movimento 5 Stelle puzzano.
      Noi ci siamo presi gli elettori, voi vi siete presi Verdini, non siete nella condizione di giudicare nessuno.
      E poi scusa, quelli che protestano perchè non arrivano alla metà del mese non dovrebbero votare?

    • Luistella 22 giugno, 2016 at 11:10

      Piaciuto ,ovviamente, per sbaglio. Sai qual è il vostro problema, anche se non volete riconoscerlo? Voi, per ora solo a parole, vi compiacete del “male “degli altri, Avete un linguaggio aggressivo, che vorrebbe essere rivoluzionario, ma di fatto è privo di contenuti. Da qui alle rivendicazioni giovanili del 1968 ,ce ne corre. Qui ti trattieni perchè questo è un posto dove vengono rispettate le idee e non sono tollerati insulti, se fossi su un altro blog immagino il tipo di linguaggio… domenica sera su fb veniva trasmesso il discorso di Fassino e nel frattempo scorrevano i commenti. Commenti stupidi, arroganti, volgari, cattivi e non dico altro. Fassino ha governato bene , checchè tu ne possa dire , non se lo meritava. Comunque se per bisogno di cambiamento è stato votata un’altra candidata, va bene, i cittadini hanno scelto così. Ma gli insulti e le cattiverie ,no.Ti faccio presente che su un’intervista su Repubblica, Fassino dichiarava che la stessa sera, mentre era in un ristorante, un’esaltata del movimento no Tav, è entrata nel locale per aggredirlo. No tav che la stessa Appendino ( come fece Pizzarotti per l’inceneritore) ha detto che il sindaco non ha il potere di bloccare la cosa, che andrà a portare le ragioni del movimento ma di più non potrà fare. E non menate la storia di Verdini, perchè è in pretesto trito e ritrito. Il M5S avrebbe preso con finta esecrazione, anche il voto di un movimento filo nazista. Non è stato proprio così, certo, ma avete preso tutti i voti della destra che volevano solo che cadesse un governo di sinistra a Torino. A me più che sembrare il ” nuovo che avanza” , mi sembrate piuttosto ” il cattivo che avanza”. Salvo alcune eccezioni, come mi pare essere l’Appendino , spero che la mia impressione non sia sbagliata.

      • Por Quemada 22 giugno, 2016 at 14:41

        Hai mai letto degli insulti, o qualcosa di volgare nelle mie parole?
        Ne dubito, per cui, cortesemente, non fare un processo alle intenzioni, e non attribuirmi linguaggi che certamente trovi fra i grillini, ma che sono spesso usati anche da Renzi e dal suo cerchio magico, passionarie comprese.
        Se poi te la vuoi cavare dicendo che l’esempio di Verdini è trito e ritrito, liberissima, continuerete a perdere valanghe di voti.
        Infine, noi saremo anche il cattivo che avanza, vuol dire che voi sarete la perfidia che resiste.
        Quanto al like, lo restituisco senza rimpianto.

  4. Genesis 21 giugno, 2016 at 06:53

    Probabilmente siamo sulla stessa linea di pensiero, Ludi…
    Sono arcistufo di sentire, leggere o ingurgitare che il PD ha perso per colpa di Renzi…a parte che, vista la mia linea di principio, qui, chi ha perso, è la democrazia…su tutti i fronti! Ha perso la democrazia, benché chi non è andato a votare sia tutelato anche in questa decisione.
    Ma diciamocela tutta: chi cavolo vota per un partito nel quale si continua a litigare, nel quale cercano di esserci più segretari, nel quale i movimenti intestini fuoriescono per creare qualcosa di nuovo (dal vecchio), nel quale chi perse le primarie non segue la decisione dei militanti, ma la contrasta in qualsiasi modo?
    Si, non è stato un voto di protesta…ha stravinto chi detiene il polso del proprio partito, o movimento che dir si voglia: abbiamo forse bisogno (nuovamente) in Italia di un capo indiscusso? Che sia un giullare, poi, fa lo stesso?

    • M.Ludi 21 giugno, 2016 at 09:43

      Non credo che siamo proprio sulla stessa linea: esprimi rabbia, disgusto e sconforto, sentimenti che tendo a controllare per non esserne travolto. Le elezioni amministrative sono terminate ed il responso consente anche qualche pacata e serena riflessione su ciò che potrà accadere e le incognite, anzichè diminuire, sono aumentate: cosa farà adesso il M5S con il Referendum di ottobre (visto che sembra avvantaggiarlo)? Come gestirà Renzi il post voto? Come arriveremo nel 2018 alle elezioni politiche (specialmente se, come temo, a Roma il M5S avrà più di un problema)? Come si sposterà l’enorme massa di astenuti sui quali sembra che nessuno riesca a fare un’analisi seria? Chiusa una porta se ne apre sempre un’altra.

    • Por Quemada 22 giugno, 2016 at 09:30

      Ha perso l democrazia perchè avete perso voi?
      Bella concezione della democrazia! Comunque su una cosa siamo dello stesso parere, chi mai deve votare per un partito come il PD che invece che occuparsi dei problemi della gente passa il tempo a litigare sulle sue beghe, di solito ridicole.

      • Genesis 22 giugno, 2016 at 12:26

        PorQuè…ma…voi chi? Leggi bene…
        In queste votazioni ha vinto l’astensionismo…per cui la democrazia…e si evince dal mio “…Ha perso la democrazia, benché chi non è andato a votare sia tutelato anche in questa decisione.”.
        Non ricordo più in quale città, ma il 23% (mi sembra) di votanti, per me è una disfatta sociale, come anche una qualsiasi percentuale al di sotto di un 80%. Capisco l’essere incavolati con lo Stato, ma per il governo della propria città, oppure, del proprio paesetto di provincia, bisognerebbe essere più proattivi. Alla politica (movimenti e liste civiche compresi), sembra non importare nulla se la gente preferisce starsene in panciolle invece che espletare il proprio diritto-dovere del voto.

        Spero vivamente che in tutto e per tutto ciò la Società abbia giovamento negli anni a venire…ma qui democrazia e politica hanno perso alla grande! (M5S compreso)

        (PS: ma poi son io che sono arrabbiato, disgustato e sconfortato…)

        • Por Quemada 22 giugno, 2016 at 14:46

          Anche l’astensione è un diritto, e ci eleggono il presidente americano col 50% dei voti, il mondo va avanti lo stesso.
          Quanto a noi, se non ci fossimo gli stenuti sarebbero di più, quelli che non votano sono quelli disgustatdal PD e dalla destra.
          Non mi risulta che tu sia un elettore grillino, chiedi a Renzi di salvare la democrazia aumentando la partecipazione, noi la nostra parte l’abbiamo fatta.

          • Genesis 22 giugno, 2016 at 15:28

            Hai la verità in tasca…me ne compiaccio.
            Vabbè, mi espongo. L’ultima votazione (a parte un referendum provinciale) cui ho votato è stata per eleggere il sindaco della mia cittadina. Ho votato lui…che, decisamente, è in antitesi col PD, ma anche con l’idea di una politica votata alla incoerenza…

            PS: leggi ancora meglio ciò che ho scritto su questo frame, comprendilo e poi, se vuoi, rispondimi. Io scrivo di politica e di democrazia…forse c’è bisogno di un ripasso!

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