E’ notizia di questi giorni la rinuncia da parte di Bruce Springsteen ad effettuare un concerto in programma a Greensboro in North Carolina. La decisione è stata presa in seguito ad una legge discriminatoria delle libertà sessuali approvata da quello Stato in reazione ad un’ordinanza della municipalità di Charlotte (la città più grande del Carolina del Nord) nella quale, al contrario, si vietava la discriminazione per le persone di orientamento sessuale non etero.

Il problema è dato, non solo dall’ordinanza in se che determina la reintroduzione di elementi discriminatori forti all’interno di uno Stato dell’Unione, ma più in generale, dal fatto che questa presa di posizione da parte del Governo di uno Stato, possa portare ad un’omologazione da parte degli altri che, comunemente, vengono detti appartenere alla “Cintura della Bibbia”. Si tratta di una vasta area degli Stati Uniti d’America che partendo dalla costa Atlantica percorre tutta la zona a sud sino al confine con il Messico e che, grossolanamente, si può identificare con buona parte di quella che due secoli fa circa è stata la Confederazione uscita sconfitta nella Guerra di Secessione Americana.

 

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La Bible Belt (in rosso)

 

In questi Stati (alcuni dei quali elettoralmente piuttosto importanti), di stretta osservanza battista (puritanesimo), esiste un profondo radicamento anti “modernità” sia in senso religioso che sociale e culturale e sappiamo come in essi, persino in anni non lontanissimi, sia stato difficile eliminare le discriminazioni razziali già abolite in buona parte degli USA sin dalla fine della citata Guerra di Secessione. The Bible Belt

I recenti fatti del 2014 che hanno coinvolto le polizie locali di alcune città (Ferguson in testa) e che hanno portato alla morte di giovani ragazzi di colore disarmati, testimoniano come un sentimento discriminatorio forte, supportato dalla stretta osservanza religiosa, possa determinare vere e proprie persecuzioni, anche se non in larga scala, segno che anche se trattasi di fuochi sparsi, la brace, sotto la cenere, è ben viva. The Bible Belt

Quanto questi aspetti possano essere di interesse anche nella vecchia Europa, è di una evidenza macroscopica, e non solo per i riflessi che la possibile (speriamo improbabile) elezione di Donald Trump quale prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America, possa avere anche da noi, ma anche perchè l’ormai preoccupante fenomeno delle migrazioni dal sud al nord dell’emisfero, sta fornendo linfa vitale al risorgere di evidenti fenomeni di razzismo e difesa dei valori “cristiani” utili solo a trovare una scusa per chiudere le frontiere o ricreare nuovi e più efficienti ghetti nei quali rinchiudere chi è diverso da noi. The Bible Belt

Il razzismo, la discriminazione sessuale e quella religiosa stanno ormai riesplodendo in tutto il mondo e la politica sembra non avere, dappertutto, armi efficaci per combatterli. Il Governatore dello Stato di New York ha dichiarato che tutti i funzionari dell’apparato governativo dovranno astenersi dal recarsi in quegli stati che aderiranno alle posizioni del North Carolina, se non strettamente necessario, ed altre reazioni forti sono attese in tutti gli Stati Uniti, ma la lotta a tutti i razzismi sembra veramente ardua da combattere. The Bible Belt

Dovremo arrivare a constatare, purtroppo, che la “cintura della bibbia”, é ormai arrivata ad un’estensione geografica ben oltre i confini degli Stati Uniti andando a coprire parte consistente di tutto il mondo occidentale, compresi tutti quei Paesi dell’Europa un tempo soggiogati dal ferreo pugno sovietico i quali, forse proprio per reazione ai lunghi anni di comunismo imposto con la forza, adesso stanno cercando rifugio nei nazionalismi e nei vari fascio-nazismi risorgenti. The Bible Belt

Curioso che, in questo contesto, siano proprio le multinazionali a farsi paladine della lotta a tutte le divisioni e discriminazioni.

 

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Apple, Facebook, Bank of America, Cisco, Google, Intel e molte altre hanno dichiarato ufficialmente che si asterranno dal fare investimenti in tutti quegli Stati che sottoscriveranno la legge discriminatoria appena varata dal North Carolina. Ben si comprende il loro intento; il business non conosce razza, religione o orientamento sessuale ed il liberismo, almeno in questo, ha sicuramente una forza potente da opporre a chi vuole innalzare barriere e steccati. Ma in realtà questo atteggiamento non sembra essere dettato dalla volontà di combattere le discriminazioni, ma forse dal semplice calcolo del rapporto costi/benefici che una simile posizione può portare. In ogni caso mi sembra giusto ricordare come nelle dichiarazioni dei massimi esponenti di quelle multinazionali, si faccia comunque riferimento ad una presa di posizione basata sui principi e valori; che poi ci siano anche altre considerazioni a far premio, va da sé.

Diversa la considerazione sulla decisione di Bruce Springsteen; si, vabbè, è una rockstar, ha decine di milioni di patrimonio ed è alla fine della sua carriera (se non altro per motivi anagrafici); in ogni caso, molto bello ciò che ha dichiarato: “Intendo manifestare contro coloro che continuano a volerci riportare indietro. Alcune cose sono più importanti di un concerto e questa battaglia contro il pregiudizio e l’intolleranza è una di queste”, e soprattutto “…è quanto di più incisivo avrei potuto fare per oppormi”. The Bible Belt

Some things are more important than a rock show and this fight against prejudice and bigotry — which is happening as I write — is one of them. It is the strongest means I have for raising my voice in opposition to those who continue to push us backwards instead of forwards“. The Bible Belt

 

The Bible Belt

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6 comments

  1. Kokab 15 aprile, 2016 at 11:31

    su queste pagine ho spesso polemizzato, anche molto duramente, con l’idea stessa sella fede, essenzialmente per il difetto di logica che la caratterizza, e per altri secondari motivi, e molto di meno, mi pare, con le istituzioni umane che l’organizzano, ritenendole tutte e indistintamente immeritevoli del tempo sprecato a parlarne male.
    tuttavia, di fronte al tema svolto da questo blog, mi viene istintivo pensare che non deve essere un caso se le fedi religiose si sono sempre schierate a favore dei peggiori conservatorismi, che siano quelli sessuofobici della cintura della bibbia, nata e cresciuta nel crogiuolo dello schiavismo, o quelli razzisti e xenofobi dell’europa “moderna”, dove il concetto di identità cristiana serve a garantire un minimo di presentabilità a idee che ne sono del tutto prive.
    io credo che dipenda dal fatto che l’idea di assoluto implicita in ogni forma di fede, che in quanto indiscutibile è per definizione la negazione del relativismo e della libertà, coniugata a fatto che le religioni si occupano di precetti morali e definiscono le categorie del bene e del male, oltre che quelle del giusto e dell’ingiusto, consenta a chi ha poche idee, e per giunta bislacche, di costruire delle visioni del mondo che si agganciano a credenze generali diffuse per legittimare convinzioni particolari e comportamenti specifici , in genere finalizzati alla tutela di interessi di minoranze che si trasforma in prevaricazione nei confronti della maggioranza, o in inutili e feroci aggressioni nei confronti di minoranze che sostanzialmente non ledono nessuno.
    la conseguenza è che si va a proibire dove bisognerebbe consentire, a chiudere dove bisognerebbe aprire, a combattere dove bisognerebbe discutere, a coltiva l’intolleranza laddove si dovrebbe fare il contrario; naturalmente le fedi religiose non si riducono a questo, e c’è chi tenta di declinarle anche in maniera contraria, ma ci sarà pure una ragione se le peggiori nefandenzze della storia sono state fatto in nome di dio e con la complicità delle chiese di turno.
    se springsteen ha detto che in uno stato di omofobi lui non ci suaona, ha fatto solo che bene, e se le grandi aziende americane hanno detto che loro i soldi li non ce li portano, per una volta sono liberista anch’io.

  2. Genesis 13 aprile, 2016 at 06:46

    Gli USA si ergono come detentori del “verbo delle verità” da sempre: paese libero che fa della libertà l’unico baluardo della propria essenza. Libertà che spesso e volentieri sfocia nella violenza più assoluta e spesso dissoluta. Basta che un facoltoso si metta in politica sparlando a vanvera di diritti negati che, questi, viene visto come il salvatore di una patria che troppo spesso bada a se stessa piuttosto che a ciò che fa nei confronti degli stati vicini.
    È forse un problema culturale dovuto, appunto, ad una mescolanza ben poco voluta di diverse culture europee spesso colonizzanti e, quindi, badanti al proprio bene piuttosto che al biblico bene del proprio Parossimo.
    Fa bene l’eterno Bruce di Born In The U.S.A. a rivoltarsi contro una scelta insulsa e retrograda…dovrebbe far capire a quelle persone che, guardando le copertine delle proprie bibbie, con occhi aperti, vedrebbero quella croce cui è stato messo Un Tale che, ora, non ha le braccia aperte solamente per i chiodi, ma soprattutto per abbracciare tutti…indistintamente…senza se e senza ma…senza guardarti nelle mutande…senza voler sapere da dove vieni e dove vuoi andare…fregandosene di chi ami, ma coinvolgendoti per come ami…
    Bravo Bruce! Cantagliele ancora!

  3. Luistella 12 aprile, 2016 at 19:44

    Bruce Springsteen è sempre un grande. Al contrario di altre rockstar che si sono perse negli eccessi di ogni tipo, ha mantenuto una spontaneità che gli permette di dimostrare idee sui diritti civili. Può permettersi, è vero, di annullare uno o più concerti, perchè sarà sicuramente straricco. Ma altri come lui, non lo fanno.
    Così le multinazionali, che facendo un rapporto costi benefici, preferiscono schierarsi a favore dei diritti civili e contro le discriminazioni. Nel paese dove il repubblicanoTrump , apertamente si dimostra per quello che è, senza alcun pudore, e riesce a stravincere in molti stati, va anche bene che le multinazionali , indipendentemente dalle motivazioni, assumano certe posizioni.

  4. Gennaro Olivieri 12 aprile, 2016 at 12:16

    I Battisti sono un movimento religioso dalle posizioni assai variegate in politica e sui temi etici, e ciò dipende dal fatto che ogni Congregazione (in pratica, ogni comunità religiosa locale) è del tutto indipendente dalle altre e non esiste alcuna autorità suprema, nè singola nè collegiale, che stabilisca linee guida dottrinali nè di condotta nella vita quotidiana.
    Lo stesso motivo principale che fu alla nascita del movimento puritano (dal quale discendono i Battisti), cioè il principio della separazione tra Stato e Chiesa, che provocò la persecuzione da parte degli Anglicani e il conseguente abbandono dell’Inghilterra dei puritani, oggi è spesso contraddetto da molte delle Congregazioni Battiste. Infatti, come spiegato nell’articolo, molte Congregazioni spiccano per il marcato impegno politico e addirittura per la pretesa che la politica si adegui a precetti religiosi e a norme di condotta ispirate al fondamentalismo. Di contro, esistono molte Congregazioni che hanno visioni molto aperte riguardo a importanti temi (omosessualità, parità di opportunità tra generi, pacifismo, solidarietà sociale): non dimentichiamo che Martin Luther King era un pastore battista, e sono di religione battista Jimmy Carter e addirittura Barack Obama.
    Per noi è difficile capire quanto un aspetto così intimo e personale come la fede religiosa sia importante in America, e sia particolarmente importante nei personaggi pubblici e negli uomini politici. Che siano democratici o repubblicani, di destra o di sinistra, tutti i politici americani non possono fare a meno di rendere nota la loro profonda fede, e di sentirsi in qualche modo ispirati da Dio nella loro attività. Che poi sia lo stesso Dio a ispirare conservatori e progressisti, razzisti e antirazzisti, attivisti per i diritti umani e pescecani della finanza, lascia noi europei ovviamente perplessi.

    • Luistella 12 aprile, 2016 at 19:59

      Quest’ultima tua considerazione, mi ha richiamato l’episodio del “falling man”. L’uomo che cade. L’undici settembre 2001,un fotografo catturò l’immagine di un uomo che si lanciò da una delle torri gemelle. Immagine che è il simbolo di quella tragedia. Venne identificato con un uomo, che poi si rivelò non essere tale. Ebbene , pare che la famiglia di quell’uomo, fu in qualche modo “contenta” che non fosse lui,perchè così si dimostrò che non si era suicidato, lanciandosi nel vuoto. Fatto, il suicidio, considerato dalla famiglia riprovevole , antireligioso, contro Dio. . A me questa notizia, se vera, ma pare lo sia, mi aveva” sconvolta” per l’integralismo religioso . Mi pare , almeno voglio sperare, che in Europa, nonostante tutto, non abbia ancora attecchito questa forma di moralismo, ancora incomprensibile per noi.

    • M.Ludi 14 aprile, 2016 at 09:37

      Nel nostro dibattito il tema religioso ricorre spesso, eppure una parte consistente di coloro che vi partecipano, io stesso, hanno spesso manifestato una loro distanza, se non addirittura dall’idea stessa dell’esistenza di Dio, da qualsiasi tipo di organizzazione che in nome di un Dio misericordioso, detti regole che, poi, fatalmente finiscono per confliggere con l’idea stessa di misericordia e con tutto il corollario di principi etici e morali che ne consegue. Il motivo è semplice e, al tempo stesso complesso: l’appartenenza ad un gruppo religioso, più ancora che quella ad un gruppo politico, determina una sorta di legame indissolubile in quanto la possibile decisione di uscire da quel contesto crea una scomunica che ti rende, non solo avulso ma anche, spesso, il nemico peggiore da sconfiggere per cui, se da un lato le regole del gruppo non si possono discutere, dal momento in cui si decide di non seguirle più si diventa dei traditori da screditare e distruggere in quanto a credibilità perchè il dissenso, insinuatore del dubbio, è il pericolo peggiore.
      E’ evidente che questa situazione diventa maggiormente coinvolgente quanto minore è la comunità alla quale si appartiene ed è per questo che sostanzialmente, la chiesa cattolica appare essere, nel suo insieme, quella più permissiva, quella dove le porte girevoli sono sempre in azione, sia per chi parte che per chi torna, in virtù del sempre possibile perdono, come per la “pecorella smarrita” della nota parabola cristiana. E questo indipendentemente dal papa pro-tempore vigente.
      Tutto il contrario di ciò che accade nelle comunità battiste, frazionate a livello locale, in piccole città e villaggi dove è difficile vivere se non si è inseriti nel contesto sociale che fa capo al pastore e chi non si uniforma si trova spesso costretto ad andarsene perchè vissuto come un pericolo.
      Alla base di tutto questo c’è una grandissima ignoranza, quella tipica di coloro i quali, per difendersi non hanno altra alternativa se non quella di arrivare alla violenza, non avendo altro armamentario con cui affrontare le novità, non sempre piacevoli, che il mondo propone. Se poi tutto questo lo caliamo in un contesto di radicato razzismo, il gioco è fatto.
      Si, è vero Gennaro; questo modo di pensare che finisce per giustificare tutto ed il contrario di tutto ci lascia perplessi, ma sostenere che noi europei si possa essere un “unicum” accomunato da questa percezione, mi pare una forzatura: nel momento in cui diversi paesi europei iniziano ad erigere barriere e noi italiani dobbiamo confrontarco con fenomeni come quello della Lega, e vediamo che tutti si fanno scudo delle stesse tradizioni cristiane propugnate da chi opera nei centri di assistenza a dare sostegno a chi non ha niente, possiamo veramente dire che da noi la contraddizione non esiste?

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